Benvenuti nel sito di RSU FIOM System Sensor Trieste

System Sensor e' un'azienda metalmeccanica di Trieste che produce Smoke detectors.
Siamo circa in 370 lavoratrici/lavoratori.
Gli RSU FIOM sono 2: Erika Innendorfer - per gli impiegati - e Massimiliano Bracco - per la produzione -

lunedì 27 dicembre 2010

Airaudo (Fiom): “A Mirafiori un accordo vergognoso che cancella il Contratto nazionale e impone un modello sindacale aziendalista e neocorporativo”


“Quello firmato a Mirafiori da Fiat, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e l’Associazione quadri è un accordo vergognoso. La Fiat impone in fabbrica e nel sistema delle relazioni industriali italiane un modello aziendalista e neocorporativo, semplificando il pluralismo sindacale riducendolo ad un unico sindacato per un’unica compagnia: la Crysler-Fiat”

“Si costituisce un contratto unico nazionale per le aziende del settore auto della Fiat alternativo ai contratti nazionali di lavoro, che peggiora le condizioni di lavoro, a partire dall’introduzione del modello Pomigliano anche a Mirafiori.”

“In questo scenario, non c’è spazio per sindacati dissenzienti e quelli senzienti sono imbrigliati in un sistema di sanzioni.”

“Si tratta, inoltre, di uno strappo costituzionale gravissimo perché si limita la libera scelta di associazione sindacale. Inoltre, la cancellazione delle Rsu e della possibilità delle lavoratrici e dei lavoratori di scegliere i propri rappresentanti avviene nel silenzio totale degli altri sindacati confederali.”

“Il referendum, che dovrebbe avere luogo a gennaio, per la Fiom è illegittimo perché riguarda materie indisponibili.”

“La Fiom rimarrà al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici comunque voteranno per riconquistare il Contratto nazionale, la libertà di adesione al sindacato e tenere il sistema delle relazioni industriali all’interno dell’Europa sociale. Tutta la Fiom risponderà all’attacco in corso al contratto, alle leggi e alla libertà, in una battaglia che non riguarda solo il sindacato dei metalmeccanici, ma tutta la Confederazione.”

giovedì 23 dicembre 2010

domenica 19 dicembre 2010

INCONTRO INFORMATIVO SULLE MALATTIE PROFESSIONALI


RICORDO CHE
MERCOLEDI', 22 DICEMBRE 2010,
DALLE 13:00 ALLE 14:30 E DALLE 15:00 ALLE 16:30
PRESSO LA SEDE FIOM DI DOMIO - TRIESTE
AVRA' LUOGO UN INCONTRO INFORMATIVO SULLE MALATTIE PROFESSIONALI DEDICATO ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELLA SYSTEM SENSOR TRIESTE.
INTERVERRA' SELMA KRALJ,
REFERENTE DELL'UFFICIO LEGALE DELL'INCA.
INTERVENITE!

mercoledì 8 dicembre 2010

mercoledì 1 dicembre 2010

domenica 28 novembre 2010

Collegato al Lavoro

La legge 183 (Collegato al lavoro) tra le tante norme contiene punti anticostituzionali e che
colpiscono le lavoratrici e i lavoratori, eccone alcuni.
Al momento dell’assunzione, e cioè nel momento di maggiore debolezza, la
lavoratrice o il lavoratore vengono sottoposti a pesanti ricatti. Infatti:
- al momento dell’assunzione è previsto che il lavoratore possa firmare un contratto di lavoro
individuale peggiorativo del contratto nazionale e, in caso di contenzioso, il giudice non può
esprimersi sui contenuti del contratto individuale.
- al momento dell’assunzione possono far firmare al lavoratore, in caso di contenzioso, la
rinuncia a ricorrere al giudice che verrà sostituito da un “arbitro” che giudicherà “secondo
equità” anche in deroga alle leggi ed ai contratti.
La sanatoria, a favore delle imprese, contro i lavoratori precari:
- i lavoratori e le lavoratrici che hanno avuto contratti di lavoro precari (contratti a termine,
collaborazioni a progetto, ecc.) hanno tempo solo fino al 23 gennaio per ricorrere e tutelare
i propri diritti nel caso in cui siano stati assunti senza rispettare leggi e contratti. Soprattutto
i contratti a termine se non ricorrono entro quella data per aver riconosciuto il rapporto di
lavoro a tempo indeterminato perdono per sempre qualsiasi diritto! Questo è possibile
perché il Collegato al lavoro equipara la fine di un contratto al licenziamento e perché
questa norma vale non solo per il futuro, ma anche per il passato in modo retroattivo.
E poi… il Governo ha presentato il suo ultimo capolavoro: “lo statuto dei lavori” che dovrebbe,
nelle intenzioni del ministro Sacconi, sostituire lo Statuto dei Lavoratori!
E’ un disegno di legge che delega il Governo a emanare entro 12 mesi dall’approvazione dello
stesso uno o più decreti legislativi per cancellare lo Statuto dei lavoratori. Invece di allargare le
tutele oggi esistenti per i lavoratori a tempo indeterminato e sopra i 15 dipendenti a tutti i
precari, il Governo decide che esse vengano affidate alla contrattazione collettiva che potrà
anche andare in deroga alle leggi. Quindi il contratto, da chiunque e comunque siglato, prevale
sulla legge!
Di fronte a questo vero e proprio scempio che viene fatto nei confronti dei
diritti e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, metteremo in atto
tutte le iniziative legali necessarie e di lotta
contro il Collegato al lavoro e la cancellazione dei diritti e delle tutele
Il Comitato Centrale della Fiom ha proclamato
2 ore di sciopero
con assemblea in tutti i luoghi di lavoro
la cui organizzazione è affidata alle Rsu e strutture territoriali

sabato 13 novembre 2010

Caro Marchionne...non sara' cosi' facile buttare fuori la FIOM da Mirafiori e neanche dalle altre fabbriche..

All'inizio sembrava il solito sospetto tipico di «gente che odia le imprese». I fatti stavano lì, in bella fila, non c'era altro da fare che leggerli tutti insieme. Ora ci è arrivata anche la grande stampa - Repubblica, ieri - e all'improvviso diventa una certezza per tutti: la Fiat vuone estirpare la Fiom dai suoi stabilimenti. Come negli anni '50, insomma, alla faccia della post-modernità. L'idea viaggia tra le righe del «modello Pomigliano», là dove si prevede che non venga riconosciuta l'agibilità (e la possibilità di presentare propri candidati alle elezioni dei delegati) ai sindacati che non hanno firmato il contratto nazionale di categoria. A corroborare giuridicamente il progetto viene invocato l'accordo del luglio 1993 e persino lo Statuto dei lavoratori. La situazione contrattuale per i metalmeccanici è in effetti alquanto confusa, per «merito» delle imprese e della «coalizione» sindacale tra Cisl, Ul, Fismic e associazione dei «capi». Il contratto tuttora in vigore è stato firmato anche dalla Fiom e scade a dicembre 2011. A fine 2009, però, ne è stato firmato un altro con i suddetti «complici», peraltro corretto con ampie «deroghe», appena un mese fa, per venire incontro alle esigenze del Lingotto. In ogni caso, su questa base, non c'è possibilità di impedire a nessuno di presentare candidati e, se si prendono i voti necessari, di avere delegati. A questo servirebbe dunque la minacciata «newco», ossia una società che «rileva» le attività di uno stabilimento, non si iscrive alla Confindustria e Federmeccanica, e quindi non deve nemmeno rispettare i contratti esistenti, ma solo l'«accordo» fatto sottoscrivere sotto minaccia di chiusura. Anzi, dopo aver iniziato con Pomigliano, la Fiat si sta preparando a fare altrettanto con Mirafiori, ecc. I problemi non mancano, però. Quelli legali, nonostante la buona volontà del governo in uscita, sono notevoli. Quelli sindacali sono forse anche più numerosi, pure se Sergio Marchionne affetta ormai fastidio quando qualcuno gli nomina la Fiom. Basti pensare che le assemblee degli operai di Mirafiori convocate da Fim e Uilm si sono concluse con la richiesta di sottoporre a referendum qualsiasi accordo sullo stabilimento. Quasi una bestemmia, per orecchie «complici». Ieri ci sono state altre assemblee, questa volta in conto Fiom, con oltre 1.000 lavoratori («un numero alto, se si tien conto che 700 addetti alla produzione della multipla sono in cig»), e naturalmente - ha spiegato Giorgio Airaudo, segretario nazionale e responsabile del settore auto della Fiom - «ci siamo impegnati a tornare in assemblea seguendo la trattativa, che dovrà avvenire a fabbrica aperto e non chiusa per cig, e a sottoporre a referendum un eventuale accordo». Per Maurizio Landini, segretario generale dei metalmeccanici Cgil, se questa è davvero l'intenzione della Fiat, «siamo di fronte a un attacco senza precedenti al sistema democratico, di relazioni sindacali e costituzionale». L'idea sarebbe quella di «uscire dalla crisi cancellando i diritti di chi lavora, il contratto nazionale e la democrazia». Ma coglie qualcosa di forzato nel continuo gioco «al rilancio» praticato dal Lingotto. «Prima impongono ai lavoratori di votare un accordo sotto minaccia di chiusura; poi lo disattendono chiedendo la cassa integrazione in deroga (senza garanzie di continuità aziendale né investimenti, ndr), poi vogliono la deroga al contratto nazionale, infine pensano a una newco anche per Mirafiori...». Vien da pensare che la Fiat stia cercando di nascondere difficoltà tutte sue, perché «altri produttori di auto hanno proposto nuovi modelli e mantenuto i livelli di vendita a scapito della quota Fiat, che solo ora dice di non aver lanciato nuovi modelli per una scelta di strategia». Anche sulla newco Landini è cautamente scettico. «Dopo il caso Alitalia ci sono state sentenze europee di cui bisogna tener conto». In realtà, «con lo spin off del settore auto, la Fiat rischia di diventare solo Chrysler; e allora chissà quanti stabilimenti rimarranno in Italia». La cosa più strana? «Il governo e la politica dovrebbero seguire con attenzione questa involuzione. E invece niente...».

mercoledì 3 novembre 2010

Fiom: il sindacato che non sottoscrive gli accordi ne firma altri 3

Altri tre accordi per rinnovo del contratto aziendale raggiunti in ottobre:

Il primo in RCF Spa, azienda di Reggio Emilia che produce sistemi ad alta tecnologia per l’audio professionale e che occupa oltre 250 dipendenti. L'accordo, oltre a confermare un percorso di stabilizzazione per le maestranze con contratti di lavoro atipici, un adeguamento del Premio di risultato pari a 6.000 euro in quattro anni, il consolidamento di 35 euro mensili, il miglioramento della convenzione mensa (solo per citare alcuni esempi), prevede il riconoscimento del CCNL (Federmeccanica) del 2008 fino alla sua naturale scadenza e di conseguenza l’aumento salariale di 40 euro come elemento perequativo sui minimi tabellari a riconoscimento del differenziale tra il CCNL separato firmato da Federmeccanica, Fim, Uilm e la piattaforma per il rinnovo della parte economica proposta nella piattaforma Fiom.

Il secondo alla SNAP-ON EQUIPMENT Srl di Correggio, azienda produttrice di attrezzature per gommisti, che occupa 230 dipendenti. L’accordo prevede un Premio di risultato di oltre 6.500 euro in quattro anni, un elemento perequativo di 40 euro mensili e il riconoscimento del CCNL (Piccola e media industria) del 2008 fino alla sua naturale scadenza.

Il terzo alla GIULIANO Spa, sempre produttrice di attrezzature per gommisti, che occupa oltre 100 dipendenti. L’accordo prevede l’aumento a regime di 50 euro del Premio di Produzione aziendale su 14 mensilità, una Una Tantum per il 2010 di 80 euro e per il 2011 di 280 euro, un elemento perequativo di 40 euro mensili e il riconoscimento del CCNL (Piccola e media industria) del 2008 fino alla sua naturale scadenza.


“la propaganda ci dipinge come un sindacato incapace di fare accordi e chiuso in una miope politica di continui “no”. La realtà dimostra invece che le imprese riconoscono il ruolo di rappresentanza della Fiom e le sue ragioni di merito. Aggiungo che, se le intese vengono concluse, questo significa che esiste anche una concreta capacità da parte nostra di raggiungere punti di equilibrio sostenibili e di mettere in campo modelli e soluzioni, che incrociano evidentemente anche i bisogni delle aziende. Accordi, vorrei sottolineare, che smentiscono le intese separate e la linea scellerata impostata dalla Federmeccanica e che purtroppo non è priva di sponde nel fronte sindacale” così Valerio Bondi Segretario della Fiom reggiana. “Da ultimo una semplice domanda: non credono le associazioni datoriali che sia giunto il momento di fare i conti con la questione delle intese separate e di tentare di costruire un tavolo provinciale o regionale che tolga le castagne dal fuoco di ogni singola azienda? Mi limito ad osservare che continuo ad aspettare risposte che non arrivano”.



Fiom-Cgil Reggio Emilia

giovedì 28 ottobre 2010

FAZIO, FA PARLARE ANCHE I LAVORATORI!!!!

Giorgio Cremaschi, Presidente Comitato Centrale della Fiom-Cgil: “Chiediamo che Fazio porti in trasmissione i tre di Melfi”


Nel nome della par condicio e anche del rispetto delle persone chiediamo che Fabio Fazio inviti alla trasmissione “che tempo che fa” domenica sera i tre lavoratori licenziati dalla Fiat a Melfi che il giudice ha reintegrato sul lavoro perché ha riconosciuto l’antisindacalità del licenziamento.

Facendo conoscere, con lo stesso spazio che ha avuto Sergio Marchionne, le condizioni reali di lavoro dei tre lavoratori che, secondo l’amministratore delegato della Fiat, avrebbero fermato 1.200 persone, si compie un atto di informazione e di senso civico. E’ bene che chi fa davvero il lavoro dei metalmeccanici faccia conoscere cosa vuol dire taglio delle pause e riduzione dei diritti.

Per questo insistiamo che Fabio Fazio chiami nella sua trasmissione Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte, Marco Pignatelli.

lunedì 25 ottobre 2010

MAIL DI PROTESTA ALLA REDAZIONE DI CHETEMPOCHEFA IN SEGUITO AD INTERVISTA SERGIO MARCHIONNE

Buon giorno.
Sono un' affezionata telespettatrice del vostro programma.
Da lavoratrice metalmeccanica, mi sono sentita offesa dalle parole dell'AD di Fiat dott. sergio Marchionne, vostro ospite ieri sera in trasmissione.
Il dott. Marchionne avra' pure 3 lauree, di cui una in Filosofia, ma ha fatto della tracotanza il suo modo di interfacciarsi con le lavoratrici e i lavoratori italiani.
Mi sono sentita offesa per le parole spese contro i lavoratori di Pomigliano, contro i tre lavoratori di Melfi, bollati come anarchicie contro la nazione intera.
Se il dott. Marchionne non e' italiano non e' certo colpa nostra.
Se nel suo linguaggio non e' contemplato il confronto, non e' colpa nostra.
Se la FIAT non fa investimenti in nuove tecnologie, non e' colpa nostra.
Se Fabbrica Italia non ha ancora spiegato come intende operare, non e' colpa nostra.
Se dei milioni promessi in investimenti, neanche un euro e' stato ancora versato, non e' colpa nostra.
FIOM/CGIL stanno cercando di far capire al dott. Marchionne che le cose non stanno come dice lui, esiste - o meglio, esisteva un contratto - e va rispettato.
Esistono dei diritti che vanno tutelati e lui non lo sta facendo
Esiste, purtroppo per lui, la Costituzione italiana, in cui si sancisce il diritto del libero cittadino di scioperare.

Mi dispiace dover pensare che una trasmissione come la vostra si sia dimostrata non all'altezza della situazione.
Propongo una puntata in cui siano ospiti i lavoratori di Pomigliano e quelli di Mlefi che spiegassero al dott. Marchionne quale e' la vita in fabbrica di un vero metalmeccanico e non quella favola raccontata dell'Amministratore Delegato di Fiat.

In attesa di un cortese riscontro
Distinti saluti
Erika Innendorfer

domenica 24 ottobre 2010

Risposta di Giorgio Araudio alle dichiarazioni di Marchionne a Che tempo che fa


E' curioso che in uno stabilimento come quello di Melfi che fa tre settimane di cassa integrazione al mese si considerino utili dieci minuti in più di produzione".
Ed è curioso che parla di aumentare i salari ai lavoratori quando quest anno non hanno ricevuto neanche il premio di risultato.(Giorgio Airaudo FIOM NAZIONALE)
in risposta ...a Sergio Marchionne A.D. FIAT dopo l intervista a che tempo che fa.

sabato 23 ottobre 2010

A MELFI COME A POMIGLIANO, LA FIAT RIDUCE LE PAUSE


L'azienda disdice l'accordo sindacale sui tempi di lavoro alla Sata. Dal 2011 si lavorerà dieci minuti in più


Dopo Pomigliano, Melfi. L'ultima doccia fredda per gli operai della Fiat è arrivata ieri sera. Non un euro dei 20 milioni d'investimento promessi in Italia è stato ancora stanziato, ma in compenso l'organizzazione del lavoro prevista per lo stabilimento di Pomigliano si allarga fino a Melfi. Con una lettera la Fiat ha comunicato la disdetta, con decorrenza dal 31 gennaio 2011, per lo stabilimento Sata di Melfi degli accordi sull'organizzazione e sui tempi di lavoro: il metodo attuale (Tmc2) verrà sostituito con il nuovo sistema ergonomico (Ergo-Uas) che entrerà in vigore a Pomigliano. Il nuovo sistema consentirà all'azienda di ridurre le pause dal lavoro: dalle attuali due pause di 20 minuti ciascuna si passerà a un regime di tre pause di dieci minuti ciascuna, nell'arco dello stesso turno. L'azienda ha poi convocato i sindacati per il 9 novembre per un tavolo specifico sullo stabilimento. Un colpo traverso per gli operai che arriva all'indomani della manifestazione della Fiom del 16 ottobre, proclamata proprio dopo il «no» alle nuove regole per lo stabilimento di Pomigliano. Una battaglia, quella per riaffermare diritti e democrazia, della sola Fiom. Ma siccome di «Fabbrica Italia» - il piano della Fiat per l'Italia che prevede 20 milioni di euro di investimenti - ancora nulla si è visto, anche gli altri iniziano a perdere la pazienza. Soprattutto dopo la trimestrale di due giorni, che ha visto al rialzo gli obiettivi economici del gruppo, a fronte però di un calo delle vendite del 15%.«Il tempo è già scaduto», diceva ieri il segretario generale della Fim Cisl, Giuseppe Farina, commentando l'ultimatum lanciato dall'ad della Fiat, Sergio Marchionne, giovedì. Senza un'intesa con i sindacati non ci sarà nessun investimento, aveva detto Marchionne. «Abbiamo dato alla Fiat le garanzie necessarie, abbiamo fatto un accordo a Pomigliano e abbiamo anche disciplinato le deroghe per fare accordi che consentano di superare le attuali norme contrattuali», rispondono alla Fim Cisl. Insomma: «Tutti gli strumenti per operare ora ci sono. Resta il problema che la Fiom è fuori ma - osserva Farina - Fabbrica Italia vale più della partecipazione della Fiom». Secondo la Fiom invece Fabbrica Italia «è sempre più lontana, tanti annunci e, in buona sostanza, nulla di più ». «I tavoli non partono - dice Enzo Masini, responsabile auto del metalmeccanici della Cgil - Bisognerà che la Fiat decida di iniziare a giocare a carte scoperte, e voglio continuare a sperare che non ci sia disegno preordinato di uscire dall'Italia». E sul caso di Melfi, continua Masini: «Non mi pare ci siano spazi per una riapertura ma solo per ulteriori strappi. Basti guardare cosa sta accadendo a Melfi, dove si sta ripetendo il caso Pomigliano, a partire dalle riduzioni delle pause. Mi sembra - conclude il sindacalista - un atteggiamento provocatorio da parte della Fiat e non certo teso alla ricerca di un incontro».

venerdì 15 ottobre 2010

E' ORA DI PARTIRE PER ROMA!!!!!

non manifestare il proprio pensiero o essere neutri è comunque essere complici di chi governa

lunedì 11 ottobre 2010

NON DARE I SOLDI A CHI NON TI FA VOTARE!

Non dare soldi
a chi non ti fa votare
e cancella il Contratto nazionale
Fim e Uilm nell’accordo separato sul contratto un anno fa hanno anche
concordato con le aziende la trattenuta di una quota di euro 30,00 alle
lavoratrici e dai lavoratori non iscritti per il “servizio” reso …
Nel mese di ottobre le aziende stanno comunicando ai dipendenti che, con
la busta paga del mese di novembre, distribuiranno a tutti il modulo con cui
si autorizza oppure non si autorizza la trattenuta di 30,00 euro a favore di
Fim e Uilm. (Se non si restituisce il modulo l’azienda effettuerà la
trattenuta automaticamente).
HANNO FIRMATO IN QUESTI GIORNI L’ACCORDO SEPARATO
SULLE DEROGHE CHE CANCELLANO DI FATTO IL CONTRATTO
NAZIONALE
HANNO FIRMATO SENZA CHIEDERE IL PARERE ALLE
LAVORATRICI E AI LAVORATORI
E ADESSO VOGLIONO
ANCHE UN CONTRIBUTO?!
Ricordiamo che agli iscritti Fiom non deve essere trattenuto nulla!
Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a compilare e
restituire il modulo all’azienda entro il 15/12/2010
NON AUTORIZZANDO LA TRATTENUTA.
Il vero contratto – quello del 2008 – senza deroghe
e votato con il referendum è ancora in vigore!!!
Invece di pagare
chi non ti fa votare
iscriviti
e sostieni la Fiom

martedì 5 ottobre 2010

LE DONNE - LA CRISI - LE DEROGHE



Oltre 104.000 donne sono scomparse dall’industria negli ultimi 24 mesi, un calo impressionante proprio tra i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, dove rappresentano circa il 46% del calo dell’occupazione totale e oltre il 92% del calo industriale del Nord.
Una crisi feroce, in cui le disparità tra i generi sono ancora più drammatiche.

Le donne sono le prime ad andar via quando le aziende aprono i processi di ristrutturazione, proponendogli «esodi incentivati», magari accettando anche piccole somme, che gli uomini rifiutano. La fatica sta diventando insopportabile.

Ritmi e carichi di lavoro crescono, turni di notte, lavoro al sabato e nei festivi, pressionesullo straordinario, il controllo e il regime di comando nei reparti produttivi diventa sempre più ossessivo. La maternità e il lavoro di cura, considerate solo come un costo aziendale e un impedimento alla produttività, sono fatte vivere alle lavoratrici come colpa e frustrazione professionale.
Questo sforzo quotidiano (calcolato in almeno due ore di lavoro in più al giorno) porta non solo fatica e stress, ma fa sì che le donne si ammalino di malattie professionali più degli uomini, perché le postazioni e i ritmi di lavoro non sono a misura del corpo delle donne, ma anche perché la doppia fatica le logora prima e più a fondo.

Il governo Berlusconi però ha aumentato l’età pensionabile delle donne nel pubblico e si propone di farlo anche per i settori privati,
penalizzando le donne perché vivono più degli uomini e quindi costano troppo alla collettività.

Federmeccanica, insieme a Fim e Uilm, vuole distruggere il contratto nazionale, contrattando le deroghe.

Questa scelta sciagurata porterà a peggiorare le condizioni di lavoro e di salario ogni qualvolta i padroni ne faranno richiesta. Con le deroghe, le discriminazioni contro le donne diventeranno più diffuse e pesanti:
Fim e Uilm potrebbero concordare più bassi salari per le donne «per favorirne l’assunzione», come potrebbero fare accordi che scambiano occupazione con tutele e diritti acquisiti, nonostante i princìpi di parità di trattamento che sono costati anni di lotte alle donne e che dovrebbero rappresentare una frontiera di civiltà non più valicabile. Il ministro Sacconi e il governo Berlusconi vogliono cancellare i contratti nazionali e lo Statuto dei lavoratori, in particolar modo l’articolo 18, emanando una legge che introduce il contratto individuale e l’arbitrato al posto del ricorso ai giudice del lavoro.

Senza contratti e senza diritti, il nostro paese diventerà una giungla sociale dove il padrone avrà sempre ragione, perché la forza è dalla sua parte e i lavoratori e le lavoratrici diventeranno solo merce, senza dignità.

SENZA LOTTA CONTRO LA DISUGUAGLIANZA, IL RAZZISMO E LE DISCRIMINAZIONI NON C’È LIBERTÀ DELLE DONNE

SENZA LIBERTÀ DELLE DONNE NON C’È LIBERTÀ

Trieste, 04/10/2010

mercoledì 29 settembre 2010

DEDICATO A FIM/UILM/FISMIC...CIRANO!


Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano

Deroghe al contratto
Accordo senza la Fiom - Rassegna.it - Sito di informazione su lavoro, politica ed economia sociale

Deroghe al contratto<br /> Accordo senza la Fiom - Rassegna.it - Sito di informazione su lavoro, politica ed economia sociale

lunedì 27 settembre 2010

30 SETTEMBRE, DIRETTIVO IN PIAZZA DELLA FIOM TRIESTE

DIRITTI IN PIAZZA - 30 STTEMBRE
DALLE ORE 15:30 ALLE ORE 18:30
I LAVORI DELLA FIOM-CGIL “APERTI” AL PUBBLICO

Il 15 settembre scorso, si è dato avvio agli incontri tra Federmeccanica, FIM-CISL e UILM-UIL sulle deroghe al contratto nazionale.

Dopo aver rifiutato una consultazione che legittimasse l’accordo separato sul contratto nazionale, FIM e UILM continuano a trattare a nome dei lavoratori, senza aver ricevuto alcun mandato a farlo.

Siamo di fronte a una trattativa carbonara, pretesa da soggetti che con la scusa della crisi stanno togliendo ai lavoratori i diritti acquisiti e la possibilità di contrattare le loro condizioni di lavoro.

A quelli che spiegano che “Non cambia nulla” o ancora a quelli che dicono “I lavoratori non si devono preoccupare” Rispondiamo con questo esempio:

Nelle piccole aziende, tutti quei lavoratori che ignorando i loro diritti da anni si sono resi FLESSIBILI OLTRE ALLA NORMA; dallo straordinario, alle ferie non fruite, alla reperibilità, ai turni, alle trasferte e a lavori per cui magari sono incorsi pure in delle patologie ed infortuni e che magari sono state vittime di un licenziamento illegittimo
SULLA BASE DEI DIRITTI INDISPONIBILI SANCITI DAL CONTRATTO NAZIONALE POTEVANO OTTENERE GIUSTIZIA.

Con la FIAT di Pomigliano tutto e cambiato, e c’è chi sta operando per estendere quel modello in tutta Italia, togliendo alle lavoratrici ed ai lavoratori quei diritti definiti indisponibili ed inviolabili es. malattia non pagata,via il diritto alla pausa mensa ecc..

Tutti i diritti garantiti potranno essere derogati e quindi modificati in peggio da accordi fatti con le organizzazioni sindacali complici, producendo danni irreversibili alle condizioni di lavoro. E ciò che è peggio, senza chiedere il vostro consenso.

Per ciò che è successo e su quanto sta accadendo, dall’accordo di Pomigliano, fino ad arrivare alla rescissione del Contratto nazionale vigente da parte della Federmeccanica,

tutta la cittadinanza è invitata alla riunione aperta al pubblico


Che per questo avvenimento, risponderà alle vostre domande, discutendo pubblicamente su queste questioni di straordinaria importanza per le lavoratrici ed i lavoratori.

martedì 21 settembre 2010

VERSO IL 16 OTTOBRE

Verso la manifestazione del 16 ottobre.
«Sì ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune»

domenica 19 settembre 2010

venerdì 17 settembre 2010

" LE DAME E IL CAVALIERE " A TRIESTE


FIOM - CGIL TRIESTE E FILLEA - CGIL TRIESTE
INVITANO A PARTECIARE ALLA PROIEZIONE DEL DOCUFILM
PRESENTAZIONE A CURA DEL REGISTA FRANCO FRACASSI
VENERDI', 24 SETTEMBRE, ORE 20:00
PRESSO IL KNULP, VIA MADONNA DEL MARE 7/A - TRIESTE

mercoledì 15 settembre 2010

'Noi con la FIOM' - puntata 1 Video - Libera.TV

'Noi con la FIOM' - puntata 1 Video - Libera.TV

OGGI, ASSEMBLEA CON SCIOPERO



OGGI, 2 ASSEMBLEE DI UN'ORA CON SCIOPERO ALLA SYSTEM SENSOR TRIESTE:
PIU' DI UN CENTINAIO DI PARTECIPANTI A SOSTEGNO DELLA LOTTA PER I DIRITTI E LA DEMOCRAZIA DELLA FIOM.
GRAZIE AD ANTONIO PER LA SENTITA ESPOSIZIONE DEI FATTI E GRAZIE AL CONTRIBUTO DI TUTTE LE PERSONE.
GRAZIE A FREY PER LA SUA ONESTA'!

venerdì 10 settembre 2010

giovedì 9 settembre 2010

SYSTEM SENSOR - ASSEMBLEA CON SCIOPERO

- CANCELLATO !!!-
IL CONTRATTO NAZIONALE NON ESISTE PIU'!!!!!

Martedì 7 settembre il contratto nazionale e' stato "recesso" da Federmeccanica.

Un atto unilaterale, che sulla spinta della FIAT mira ad estendere in tutta Italia il "metodo Pomigliano".

Dopo aver incassato la disponibilità data da FIM e UILM, la contrattazione nazionale, territoriale e aziendale potrà, attraverso delle deroghe, essere peggiorata sia sulla parte normativa che economica. Questo dal prossimo anno, basandosi su un contratto già di per se agghiacciante, ovvero quello siglato dalle sole FIM e UILM a fine 2009.


Il contratto del 2008, quello unitario, firmato anche dalla FIOM invece viene recesso dalla stessa Federmeccanica…“per ragioni cautelative”.
Questa mossa nulla ha a che fare con l'uscita dalla crisi.
In Italia, le aziende credono di poter fare più' produttività togliendo diritti ai lavoratori. In Italia, con dei sindacati palesemente corresponsabili, si acconsente all'imbarbarimento delle relazioni industriali.

Il gioco di Federmeccanica e' molto semplice: o si e' collusi e sottomessi...o si e' fuori.
L'obiettivo della rappresentanza padronale e' chiaro ed astuto e le concessioni date da FIM e UILM sono fuori dal mondo: sostenere che il CCNL e' interamente derogabile, significa dire che esso non esiste più e che ai lavoratori viene tolto ogni strumento per contrattare condizioni di lavoro migliorative in azienda. Questo in cambio di un'estensione massimale degli enti bilaterali e delle commissioni paritetiche a gestione delle relazioni sindacali in azienda. Semplicemente aberrante.
Con queste ragioni la rappresentanza FIOM della System Sensor Trieste proclama:

MERCOLEDI' 15 SETTEMBRE
ASSEMBLEA CON SCIOPERO

10:30 - 11:30
15:30 - 16:30


RSU FIOM – System Sensor

martedì 7 settembre 2010

Dichiarazione di Giorgio Cremaschi


Giorgio Cremaschi: decisione eversiva senza precedenti di Federmeccanica, la Fiom non si arrenderà e risponderà sia sul piano legale, sia sul piano del più diffuso conflitto sociale.

Landini (Fiom): “Da Federmeccanica decisione grave e irresponsabile."

Contratto metalmeccanici. Landini (Fiom): “Da Federmeccanica decisione grave e irresponsabile. Il Comitato centrale di domani assumerà le decisioni necessarie”





Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.



“Quella assunta oggi da Federmeccanica è una decisione gravissima e irresponsabile, che lede i principi democratici del nostro Paese. Si decide, infatti, di cancellare il Contratto nazionale di lavoro, in accordo con sindacati minoritari e impedendo alle lavoratrici e i lavoratori di potersi esprimere sul loro contratto.”

“Si tratta di una violazione delle regole e della rottura dei principi democratici alla base degli equilibri sociali.”

“Per la Fiom, l’unico contratto in vigore rimane, sotto ogni punto di vista, quello del 2008 firmato da tutti e votato dalle lavoratrici e i lavoratori.”

“Domani il Comitato centrale della Fiom assumerà tutte le decisioni necessarie.”

lunedì 30 agosto 2010

venerdì 27 agosto 2010

NUOVO PATTO SOCIALE...


‎....il nuovo modello sociale di Marchionne, il sole che illuminera' il futuro industriale dell'Italia e' questo: meno diritti, meno sicurezza, meno paga per tutti!!! Zitti e a cuccia!!!!

mercoledì 25 agosto 2010

INIZIATIVA FIOM - INCONTRO CON I LAVORATORI DELLA FIAT SERBIA


METALMECCANICI SERBI - METALMECCANICI ITALIANI
Un unico nemico il profitto

Con la minaccia di chiudere stabilimenti in Italia se non viene accettata la cancellazione dei diritti garantiti dal contratto di lavoro (cioè la cancellazione delle regole sulla malattia, sulla rappresentanza sindacale, sui turni di lavoro concordati e non imposti, sullo straordinario non “sistematico” ma effettivamente solo straordinario ecc.) Marchionne ha dimostrato di voler colpire i diritti conquistati dai lavoratori per garantire l’unica cosa che gli interessi: il profitto, cioè il furto legalizzato del lavoro altrui.
Con la minaccia di spostare la produzione in Serbia, perché (dice sempre Marchionne) li ci sarebbero operai disposti a tutto pur di avere un lavoro, ha dimostrato che al padrone non interessa nulla neppure del paese in cui realizza il profitto, vuole solo il profitto. Se riesce a ottenerlo mettendo lavoratori contro lavoratori poi meglio per lui… nessuno lo ostacolerà…
Per parlarne tra lavoratori, e degli interessi dei lavoratori, la Federazione della sinistra ha organizzato VENERDI’ 27 AGOSTO un incontro tra rappresentanti del sindacato metalmeccanico SAMOSTALNI di Kragujevac (sede della FIAT Serbia) e rappresentanti sindacali della FIOM (Federazione dei lavoratori metalmeccanici) di Trieste.
Perché discutere dei problemi comuni di tutti i lavoratori è nell’interesse dei lavoratori, sia serbi che italiani, sia privati (dove i contratti vengono regolarmente disattesi e disdettati grazie al ricatto sul lavoro) sia pubblici (dove i contratti non vengono firmati oppure vengono bloccati per tre anni per legge).

TROVIAMOCI VENERDÌ 27, alle ore 18.30
CASA DEL POPOLO DI BORGO SAN SERGIO
in VIA DI PECO 14 ALLA FESTA ROSSA
facilmente raggiungibile anche con i bus 21 e 48

Per parlare del caso FIAT e di altri casi simili (non ultimi gli enti locali del Friuli Venezia Giulia) con:
Rajka Veljovic (coordinatrice dell'ufficio internazionale adozioni - Zastava Kragujevac Serbia) Zoran Mihajlovic (Vicesegretario dei metalmeccanici del Sindacato Samostanli Serbia) Gilberto Vlaic (Non bombe ma solo caramelle ONLUS Trieste) Stefano Borini (segretario provinciale FIOM Trieste) coordina il dibattito Francesca Scarpato - segreteria regionale PdCI

La festa prosegue anche:
sabato 28/8 con il saluto dei segretari provinciali del PRC e del PCDI,
domenica 29/8 con la presenza di Cesare Salvi portavoce nazionale della Federazione della Sinistra
venerdì 3/9 dibattito sulla salvaguardia dell’ambiente, rigassificatore, TAV ecc. con Nicola Atalmi
sabato 4/9 confronto con gli eletti sulle proposte per le prossime elezioni
domenica 5/9 incontro con il compagno Paolo Ferrero segretario PRC
Tutti i dibattiti iniziano alle 18.30, saranno presenti ogni giorno musica, chioschi enogastronomici e banchetti culturali e informativi.

RIDIAMO VOCE AI DIRITTI DEI LAVORATORI RIDIAMO VOCE ALLA SINISTRA







Sip 24 agosto 2010 TS via Tarabochia 3

appello a favore di Sakineh


Firmiamo l'appello
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391170&ref=HREC1-7

martedì 10 agosto 2010

FIAT BLOCCATA DAL GIUDICE DEL LAVORO:


i licenziamenti dei 3 operai di Melfi sono illegittimi.
Comportamento antisindacale dell'azienda e reintegro immediato dei lavoratori!
La FIOM aveva ragione!
E questo non e' che l'inizio.........

martedì 27 luglio 2010

MERCOLEDI' 28 LUGLIO, PRIMO DIRETTIVO IN PIAZZA

DOMANI,
MERCOLEDI' 28 LUGLIO,
FIOM TRIESTE ORGANIZZA IL PRIMO DIRETTIVO IN PIAZZA!
INIZIO DEI LAVORI ORE 09:30
PIAZZA UNITA' D'ITALIA - TRIESTE -
INTERVERRANNO I CAPIGRUPPO POLITICI DELLA CITTA'.
INTERVENITE NUMEROSI!!!

lunedì 19 luglio 2010

FIOM TRIESTE CHIAMA I POLITICI AL PRIMO DIRETTIVO IN PIAZZA

Lavoro, la Fiom chiama i politici in piazza
il Piccolo — 17 luglio 2010 pagina 13 sezione: TRIESTE

La Fiom-Cgil convoca la segreteria provinciale in piazza. «Una riunione aperta a tutte le persone e alla quale saranno invitati – spiega Stefano Borini, segretario provinciale della sigla di categoria - i rappresentati delle forze politiche e delle istituzioni locali». La convocazione del Comitato direttivo provinciale è fissata per mercoledì prossimo dalle 9 a mezzogiorno in piazza Verdi (manca ancora il permesso della questura). Per chiedere agli intervenuti qual è l’azione politica del partito di cui fanno parte. In quella sede la Fiom-Cgil porrà infatti delle domande specifiche. ”Ritieni, come esponente liberamente eletto in Regione, Provincia e Comune che quanto accade a Pomigliano e nella Fiat e comunque in diverse realtà aziendali che hanno costretto gli operai a salire sui tetti o rinchiudersi in carcere sia più vicino agli obiettivi del ventunesimo secolo o ripropongano le pratiche aziendali del primo novecento?”. Un quesito che Borini ripropone anche in chiave locale: «La Fiom-Cgil di Trieste registra con estrema preoccupazione i fatti accaduti a Pomigliano e nelle aziende del gruppo Fiat – spiega il sindacalista – e i recenti licenziamenti di tre lavoratori messi in atto dalla Fiat rappresentano un ulteriore deciso attacco ai diritti dei lavoratori e alzano la portata della vertenza, spostandola sul piano più generale della riduzione delle libertà costituzionali di espressione e di opinione delle persone». E aggiunge: «Dopo la legge bavaglio che colpisce la libertà di informazione – sottolinea il segretario provinciale - la Confindustria e la Fiat, con il silenzio del Governo, colpiscono i diritti primari e fondamentali dei lavoratori e dei cittadini. Alla luce di tale situazione, riteniamo assolutamente necessario affrontare questi temi confrontandoci con l’opinione pubblica, le forze politiche e le istituzioni locali». Ecco allora gli altri quesiti. ”Ritieni che i diritti del e sul lavoro dalle cooperative fino alle grandi aziende, pubbliche e private, siano da tutelare o in nome della competizione globale da ridurre o comunque mettere a disposizione delle scelte aziendali?”. E ancora ”che la politica abbia la forza di contrapporsi al primato del mercato finanziario e mantenere la responsabilità sociale delle imprese così come declinata dall’articolo 41 della nostra Costituzione?”. (u. s.)

venerdì 16 luglio 2010

COMUNICATO STAMPA FIOM TRIESTE 16/07/2010


Trieste, 16 Luglio 2010

Quanto sta accadendo in FIAT e’ un segnale molto grave che costituisce l’incipit di una vera e propria rappresaglia nei confronti della FIOM e dei propri delegati.

Abbiamo ragione di temere che tale situazione possa estendersi anche nelle altre fabbriche in Italia e a Trieste.

I delegati FIOM non si lasceranno intimorire dalle intimidazioni ed ai ricatti e continueranno a fare il loro dovere e a battersi per la difesa della democrazia e i diritti dei lavoratori, con il rigore e la serieta’ che da sempre li contraddistinguono
SEGRETERIA FIOM TRIESTE

giovedì 15 luglio 2010

NO WAY


LA CENSURA MI SPINGE A NON SCRIVERE....CHI VOLESSE SAPERNE DI PIU', MI SCRIVA IN PRIVATO!
W LA FIOM, SEMPRE!!!!

mercoledì 14 luglio 2010

PICCOLA, GRANDE VITTORIA DEI LAVORATORI ALLA SYSTEM!

BENE! CE L'ABBIAMO FATTA!
GRAZIE MILLE A TUTTE LE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELLA SYSTEM CHE CI HANNO CREDUTO, CHE HANNO SUPPORTATO LO SCIOPERO PROCLAMATO DALLE RSU!
L'AZIENDA E' TORNATA SUI SUOI PASSI RISPETTO AI PEGGIORAMENTI APPLICATI AL CONTRATTO INTEGRATIVO E ALLE SANZIONI DISCIPLINARI!
CIO' DIMOSTRA CHE I LAVORATORI, COME LA FIOM HA SEMPRE SOSTENUTO, QUANDO E' IL MOMENTO, CI SONO!!!
UN ABBRACCIO A TUTTE/I!!

martedì 13 luglio 2010

PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE CON SCIOPERO...


...A seguito delle assemblee svoltesi oggi, dopo aver sottoposto l'argomento all'ordine del giorno - giornate di malattia autocertificata e sanzioni disciplinari - alle lavoratrici e ai lavoratori, le RSU della System Sensor proclamano lo stato di agitazione, che si concretizza in un'ora di sciopero a fine turno nelle giornate di Mercoledì, Giovedì e Venerdì.
Convocate dall'Azienda in un secondo momento, le RSU restano ferme sulle loro posizioni.
Si invitano pertanto le lavoratrici e i lavoratori ad aderire allo sciopero per dare alla Direzione un chiaro segnale di coesione e determinazione dei lavoratori!!!

martedì 6 luglio 2010

COMUNICATO RSU/SEGRETERIE


INVITO TUTTE LE COLLEGHE ED I COLLEGHI A PRENDERE VISIONE DEL COMUNICATO RSU/SEGRETERIE AFFISSO NELLE BACHECHE SINDACALI, IN CUI TROVATE LA RELAZIONE DI QUANTO DISCUSSO IL 05/07/2010 CON LA DIREZIONE.
ATTENDO VS. COMMENTI E SUGGERIMENTI IN VISTA DELLE PROSSIME ASSEMBLEE.

giovedì 1 luglio 2010

POMIGLIANO: LA FIOM NON FIRMA - FIAT RIAPRA LA TRATTATIVA


POMIGLIANO 1 luglio (Reuters) - Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ribadisce che i metalmeccanici della Cgil non firmeranno l'accordo sul futuro dello stabilimento di Pomigliano e invita ancora una volta la Fiat (FIA.MI: Quotazione) a riaprire il tavolo della trattativa.

"La Fiom non ha firmato questo accordo e non lo firmerà", ha detto Landini intervenendo a una gremita assemblea nazionale dei delegati della Fiom dei principali stabilimenti industriali italiani, che ha approvato all'unanimità un documento di sostegno alla posizione del segretario.

"Se si vuole andare avanti su Pomigliano la Fiat riapra la trattativa", ha continuato Landini che considera alcune clausole dell'intesa lesive dei diritti dei lavoratori sancite da leggi e Costituzione.

Alla Fiom risponde la Fim-Cisl con una nota del suo segretario Giuseppe Farina: "Una cosa è sicura, non saranno le manifestazioni pubbliche come quelle della Fiom Cgil a Pomigliano che potranno portare lavoro e prospettive ai lavoratori dello stabilimento Fiat. E' molto più importante a tal fine l'accordo fatto e l'ampio consenso da esso ricevuto nel referendum da parte dei lavoratori. La Fiat decida rapidamente l'avvio degli investimenti e confermi la produzione della Panda a Pomigliano".

L'intesa stretta tra la Fiat e tutti i sindacati ad eccezione della Fiom è stata approvata dai circa 4.800 lavoratori di Pomigliano in un referendum. La percentuale di sì, il 62,2%, è tuttavia considerata da alcuni osservatori insufficiente per assicurare la fine della conflittualità in fabbrica.

Dopo il referendun la Fiat aveva preso atto "della impossibilità di trovare condivisione" sul suo piano, dichiarandosi disponibile a lavorare "con le parti sindacali che si sono assunte responsabilità dell'accordo".

Quanto alle voci di note interpretative su alcuni punti dell'accordo Landini ha detto che "si tratta di una cosa troppo complicata per noi che siamo gente di Paese. Le cose che non si capiscono si tolgono".

Il leader della Fiom ha accusato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi di non svolgere un ruolo super partes nella vicenda e il governo di non avere un progetto per l'auto tanto da rimandare la nomina del ministro dello Sviluppo economico.
"La politica faccia il suo mestiere. Se ci sono soldi pubblici li mettano a disposizione come hanno fatto in Francia e Germania [dove] per sostenere la produzione hanno dato soldi a condizioni precise", ha detto ancora Landini.

Nel documento approvato dall'assemblea si ringraziano i lavoratori di Pomigliano per non essersi piegati al ricatto Fiat e si affronta anche la situazione di Termini Imerese, lo stabilimento siciliano destinato alla chiusura nel 2011.

"Termini Imerese deve continuare a produrre auto", dice l'assemblea dei delegati Fiom, e se la Fiat nel 2011 chiude, da oggi, "in una logica di responsabilità sociale" deve dare una mano a trovare una alternativa industriale.

domenica 20 giugno 2010

SCIOPERO VENERDI', 25 GIUGNO


ANCHE SE LA SYSTEM SENSOR HA PENSATO BENE DI INDIRE 2 GIORNATE DI CASSA INTEGRAZIONE PER IL 24 E 25 GIUGNO, CARE COLLEGHE E COLLEGHI,
VI INVITO A NON DIMENTICARVI CHE VENERDI', 25 GIUGNO CI ATTENDE UNO SCIOPERO MOLTO IMPORTANTE.
DIRITTI E DEMOCRAZIA DEI LAVORATORI SONO MESSI SOTTO SCACCO.
PARTECIPATE!!!, INSIEME A CGIL E A TUTTI I METALMECCANICI DELLA REGIONE.
DALLE ORE 10:00 IN PIAZZA UNITA' D'ITALIA


IO STO CON LA FIOM!!!!!

MORIRE DI FAME O VIVERE DA SCHIAVI


"Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011 e, permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia.

Nella stessa giornata, il Gruppo Fiat ha condizionato l’investimento 700 milioni di euro per produrre nel 2012 la Panda a Pomigliano all’accettazione di una proposta ultimativa, non negoziabile, che nel delineare un nuovo sistema di utilizzo degli impianti e di organizzazione del lavoro deroga all’applicazione del Ccnl e di diverse norme di legge in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nel lavoro a turni."

Nella giornata di ieri, 15 Giugno 2010, si è firmato l'ennesimo accordo separato. FIM CISL, UILM UIL, FISMIC e UGL siglano l'accordo con FIAT, mentre la FIOM ha confermato il suo no all'intesa.

Sui quotidiani, nei telegiornali e nei vari programmi di informazione si è consumato un banchetto spietato di commenti e considerazioni sulla vicenda: economisti, politici, sindacalisti dicono la loro su pomigliano evitando accuratamente di prendersi quel genere responsabilità che trascendono nella morale comune, nella necessità di vivere in uno stato di diritto in cui le leggi devono essere uguali per tutti e quantomeno rispettate, tanto più se queste regole vengono delineate da un testo chiamato "costituzione italiana".

Non è così.

La firma di FIM, UILM e degli altri sindacati minori sull'accordo non è solo un pesante ed ulteriore aretramento della strategia e delle scelte sindacali in Italia. La stipula di questo accordo spalanca una porta immensa, crea un precedente sbalorditivo per tutte le categorie e per tutte le aziende, e -come ha detto Maurizio Landini segretario generale FIOM- stabilisce nei fatti il principio che una qualsiasi azienda, per fare investimenti in Italia può andare in deroga a contratti aziendali, nazionali fino ad arrivare alla manomissione della legge e della costituzione.

L'accordo di Pomigliano diventerà "la via" per la futura contrattazione in Italia. La via della sconfitta.

Trovo sconcertante che FIM e UILM, con particolare riferimento alla comunicazione della FIM CISL a livello nazionale, utilizzino dei toni entusiastici per descrivere quella che in realtà è una Caporetto sindacale. Nell'accordo sono contenute delle penalizzazioni e dei punti di caduta degni di una resa senza condizioni.

Quindi meglio vivere come schiavi.

Non importa poi, se il mio posto di lavoro diventerà una gabbia dai ritmi disumani e cronometrati di continuo. Leggi della robotica degne di Asimov, applicate al lavoro umano, dove persino i bisogni fisiologici vengono analizzati e conteggiati, dove persino la pausa mensa può essere sostituita dall'esigenza produttiva.

Nell'accordo di Pomigliano viene sancita l'eliminazione del riposo giornaliero obbligatorio di 11 ore fra un turno e l'altro, lo straordinario obbligatorio viene aumentato del 80%, con la possibilità di comandare il lavoro proprio durante la pausa mensa, per recuperi dovuti a mancanze di forniture e durante i giorni di riposo. Senza limiti.

Bonanni, segretario generale della CISL plaude all'accordo ed in coro con i ministri Sacconi e Tremonti lo decanta come "unica via possibile allo sviluppo del paese". Sviluppo che nei fatti diventa sinonimo di Arretramento, come ha scritto in un suo articolo il sociologo Gallino.

FIAT impone un ricatto ai lavoratori che devono decidere se non avere più un lavoro o se vogliono continuare ad averlo senza avere più una dignità ed essere considerati numeri decimali, facce senza volto e senz'anima.

Lo scopo ovviamente è uno solo: far uscire il sindacato dalle fabbriche, eliminare la possibilità di un'aggregazione tesa alla conquista -o come in questo caso- al mantenimento dei diritti.
Si mette mano all'articolo 40 della Costituzione eliminando il diritto di sciopero e facendo inoltre proprio ciò che descrivo quì sopra: L'accordo diventerà per gli operai parte integrante del proprio contratto individuale, rendendo palese che nel caso in cui qualcuno si permettesse di aderire ad un'iniziativa di protesta, questo qualcuno sarà sanzionato fino al licenziamento. Ma non finisce quì.
Le organizzazioni sindacali o la RSU che avrà proclamato lo sciopero sarà sanzionata con l'omissione del pagamento dei contributi sindacali dei propri iscritti e del mancato riconoscimento delle ore di permesso sindacale. Muore tutto, perchè se si levano i vincoli per l'attività sindacale nelle aziende, si uccide il sindacato dal suo interno.

Poi c'è la malattia. Perchè nella definizione della nuova cultura del lavoro, l'essere malati diventa discriminante per la propria retribuzione. Poi non importa se si colpiscono gli assenteisti o quelli che stanno male veramente. L'azienda può decidere in maniera unilaterale, di omettere il pagamento della quota prevista di malattia nel caso in cui la quota di assenti superi una certa soglia, soglia che ovviamente sarà discrezionale.

Non c'è che dire, questo si che si chiama sviluppo.

Infine ci sono le questioni sulle deroghe al demansionamento fino ad arrivare alla decisione di mettere questi lavoratori in cassa integrazione per due anni, fino al 2012 senza rotazione alcuna e senza che ovviamente sia pagata a nessuna l'integrazione del reddito, spettante nel caso il lavoratore decida di seguire dei corsi professionali.

Accettereste voi, tutto questo? Sareste disposti a diventare schiavi? In questi giorni ho riflettuto molto, cercando di capire se nel profondo, sarei stato vittima di una rassegnazione tale da portarmi ad accettare l'innaccettabile e conseguentemente farlo accettare ai miei figli ed ai figli dei miei figli. E mi sono detto di no.
Proprio perchè è troppo facile.

Facile come quanto è stato facile arrivare negli anni a questo punto, dove siamo oggi. A Pomigliano d'Arco.

E se Pomigliano d'Arco è diventato il simbolo di una battaglia morale sui diritti e doveri di ognuno allora essa sara la mia battaglia e spero sarà la battaglia di tanti altri, in cui ci si gioca il tutto per tutto.
Da quì la scelta dello sciopero generale del 25. A cui spero tutti aderirete.

La FIAT è stata messa di fronte alla possibilità di trattare su un percorso in cui si può discutere di flessibilità del lavoro, purchè queste flessibilità non vadano a derogare leggi e diritti iviolabili ed indisponibili delle lavoratrici e dei lavoratori. Marchionne però non si accontenta di produrre più auto. Vuole la testa della Fiom facendo una ben precisa scelta politica e quindi morale.

Marchionne vuole andarsene da Pomigliano trovando nelle ovvie posizioni della FIOM un capro espiatorio da dare in pasto ai media. Ma la verità è una soltanto:

Se la FIAT lascia Pomigliano, è una scelta della FIAT, non è una colpa della Fiom.

Se la FIAT lascia Pomigliano è una scelta dello stato, che rende legale l'imposizione di condizioni di lavoro peggiorative rispetto a legge e costituzione una volta varcato il confine della fabbrica.

Se la FIAT lascia Pomigliano, sarà per colpa di FIM e UILM, che per non perdere l'ennesima occasione di fare un'accordo, consegnandolo a tutti come una vittoria,

hanno svenduto l'anima dei lavoratori.

martedì 8 giugno 2010

Cremaschi: In pensione a 70 anni: misure di feroce stupidità sociale senza precedenti .....


....... prima di tutto contro le donne e i giovaNI.

“Sulle pensioni si annuncia un massacro sociale che è frutto di vergognose scelte politiche (...)
mistificate da una scandalosa propaganda. Le misure in atto e in gestazione colpiscono con una brutalità senza precedenti le condizioni dei lavoratori.”
“Tutti lavoreranno subito da un anno a due in più, quindi oltre i 41 anni per le pensioni di anzianità e oltre i 66 gli uomini e i 61 le donne per quelli di vecchiaia.”
“E’ falso quindi che non si aumenti l’età pensionabile. Anzi, si allunga senza nessun guadagno sulla rendita dei lavoratori. Le misure poi dell’Unione Europea, chiaramente sollecitate dal governo italiano, producono un danno senza precedenti all’occupazione femminile.”
“Infine, le previsioni governative parlano dell’innalzamento per i giovani dell’età pensionabile fino a 70 anni. Siamo a misure di una ferocia e stupidità sociale senza precedenti, che colpiranno prima di tutto le donne e i giovani.”
“E’ bene inoltre ricordare che queste misure mettono già ora in crisi centinaia di accordi di ristrutturazione, perché rendono impossibile in molti casi il passaggio dalla mobilità alla pensione.
Si confermano e si rafforzano le ragioni di uno sciopero generala contro un attacco senza precedenti allo stato sociale.”
8 giugno 2010

lunedì 7 giugno 2010

Marcegaglia e l'eta' pensionabile


..Dalle parole della Marcegaglia, presidente di Confindustria, si intuisce il piano del governo che si dipanera' nell'estendere l'innalzamento dell'eta' pensionabile delle donne a 65 anni anche nel settore privato. MOBILITIAMOCI!!

lunedì 31 maggio 2010

Inps: permessi per assistere disabili ricoverati, art. 33 L. 104/92



L’Inps con messaggio nr. 14480 del 28 maggio scorso, fornisce chiarimenti sulla portata applicativa dell’articolo 33 comma 3, della legge 104/92 nel caso di richiesta dei permessi orari da parte di soggetto che assiste un disabile in situazione di gravità già ricoverato.

Il comma 3 dell’art 33 stabilisce che:

Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di minore con handicap in situazione di gravità, nonché colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità parente o affine entro il terzo grado, convivente, hanno diritto a tre giorni di permesso mensile coperti da contribuzione figurativa, fruibili anche in maniera continuativa a condizione che la persona con handicap in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno.

Già in precedenza, il Ministero del lavoro, con nota n. 13, del 20 febbraio 2009 di risposta ad un interpello, si è espresso sulla circostanza relativa alla concedibilità dei permessi nell’ipotesi in cui la struttura sanitaria ospitante non garantisca l’assistenza per visite specialistiche/terapie eseguite al di fuori della struttura e affidi il disabile alla responsabilità dei parenti per il periodo di tempo in cui lo stesso si trova all’esterno della casa di cura.

Ad avviso del Ministero la circostanza che il disabile debba recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie interrompe effettivamente il tempo pieno del ricovero e determina il necessario affidamento del disabile all’assistenza del familiare il quale, ricorrendo dunque gli altri presupposti di legge, avrà diritto alla fruizione dei permessi.

Tuttavia, questa nota ministeriale prevede che nelle fattispecie in oggetto “l’interessato sarà comunque tenuto alla presentazione di apposita documentazione rilasciata dalla struttura competente che attesti le visite o le terapie effettuate”.

Questo significa, sul piano procedurale, che non può essere disposta un’autorizzazione illimitata nel tempo a far data dal momento di presentazione della domanda.Tuttavia, non è possibile denegare la fruizione del beneficio in quelle ben circoscrittesituazioni così come previste nella citata nota del Ministero.

Pertanto, il lavoratore interessato a fruire dei permessi per assistere un portatore di handicap in situazione di gravità ricoverato a tempo pieno, dovrà regolarmente proporre domanda prima del godimento degli stessi.

Quindi, successivamente , il lavoratore dovrà presentare la documentazione probante l’avvenuto accesso alle strutture sanitarie e,la dichiarazione sottoscritta dalla struttura di ricovero che attesti l’affidamento del disabile alla responsabilità dei parenti per tutto il periodo di tempo in cui lo stesso si trova all’esterno della struttura sanitaria ospitante per finalità diagnostico/accertative e di cure.

Quindi, per ogni mese in cui si sia presentata l’esigenza sanitaria del familiare/affine portatore di handicap in situazione di gravità, l’interessato dovrà produrre la documentazione sopra indicata - in busta chiusa con la dicitura “ contiene documenti di natura sensibile da visionarsi a cura del Centro Medico Legale” – che sarà inoltrata al Centro Medico Legale di riferimento per la sua specificata trattazione. Quest’ultimo si esprimerà sulla correttezza formale e sostanziale apponendo un visto di congruità sul periodo richiesto.

Successivamente, l’ufficio competente potrà rilasciare apposita autorizzazione per il datore di lavoro delimitata ai periodi in cui l’accesso /gli accessi sono avvenuti.

Qualora i documenti presentati non vengano ritenuti validi per il riconoscimento del beneficio, la domanda verrà rigettata. In attesa del perfezionamento della domanda (che si avrà, quindi con la presentazione dei certificati attestanti l’accesso a strutture esterne), tuttavia, il lavoratore potrà assentarsi dal lavoro ad altro titolo e solo ex- post l’assenza potrà essere eventualmente convertita, secondo le modalità vigenti nei singoli contratti di lavoro, in “permesso ex art. 33 c.3 della legge 104/92”.

http://www.lavoroediritti.com/2010/05/inps-permessi-per-assistere-disabili-ricoverati-art-33-l-10

REVOCA ASSEMBLEA

Comunico che l'assemblea in programma per oggi e' stata revocata.
Ricordo che l'assemblea congiunta era stata richiesta dai lavoratori della System Sensor per avere l'opportunita' di confrontarsi tutti insieme.
Dopo aver proposto nelle assemblee precedenti un possibile orario in cui collocare l'assembla e la conseguente votazione unanime,
tra giovedì e lunedì i lavoratori, hanno comunicato alle RSU la loro non disponibilita' a fermarsi oltre l'orario di lavoro.
A seguito di cio' la maggioranza delle RSU ha deciso di revocare l'assemblea.

giovedì 27 maggio 2010

ASSEMBLEA


MARTEDI 1 GIUGNO
CONVOCATA ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI SYSTEM SENSOR IN UN UNICO TURNO!
ORARIO: 13.30 / 15:00
PRESSO L'AREA ROSSA
GLI ARGOMENTI DA TRATTARE SONO MOLTEPLICI PERCIO', CHI VOLESSE INTERVENIRE, DOVRA' ISCRIVERSI E SEGNALARE L'ARGOMENTO SU CUI INTERVERRA'.
ODG:
- PERMESSI MEDICI
- CP/S SAP
- CONVERSION COST
- MENSA
- ESTENSIONE DELLE MANSIONI
- VARIE ED EVENTUALI

PARTECIPATE E FATE PARTECIPARE!!!!!!!

giovedì 20 maggio 2010

ANCORA CIGO!!!

OLTRE A VENERDI' 21 MAGGIO, CONFERMATE ANCHE LE DATE DEL 27 E 28.
SOPRAGGIUNGONO NUOVI ELEMENTI DI GIUSTIFICAZIONE: OLTRE AL GIA' SFRUTTATO CONSUNTIVO SULL'AOP, SNOCCIOLATE VENDITE, COSTO DEL PRODOTTO, MIX DEL PRODOTTO E COSTO DEL LAVORO.
...CI VUOLE POCO PER PREVEDERE PREVISIONI FUTURE SBALLATE E RINCORSE AFFANNOSE PER RAGGIUNGERE ALTRI AMBIZIOSI OBIETTIVI DELLA CORPORATE.............

sabato 15 maggio 2010

SILVER MEDAL


BENE!
PER L'AZIENDA, OBIETTIVO RAGGIUNTO.
E PER NOI?!

mercoledì 5 maggio 2010

venerdì 30 aprile 2010

martedì 27 aprile 2010

55 firme raccolte per la Democrazia!


Grazie a tutte le colleghe e ai colleghi che si son fermate oggi pomeriggio a firmare la proposta di legge per la Democrazia sul lavoro, proposta dalla FIOM!

lunedì 26 aprile 2010

CORTEO DEL I° MAGGIO


SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE AL CORTEO DEL PRIMO MAGGIO, INSIEME ALLA FIOM!
IL NOSTRO SLOGAN E':
" NESSUN CONTRATTO SENZA DEMOCRAZIA!!! "

domenica 25 aprile 2010

Firma la proposta di legge della FIOM per la democrazia sui posti di lavoro!

FERMIAMO GLI ACCORDI SEPARATI:
UNA LEGGE PER LA DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO
Parte la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge della Fiom
Gli accordi separati esistono perché alle lavoratrici e ai lavoratori viene negato il diritto democratico di poter decidere e validare con il loro voto le intese che determinano le loro condizioni di lavoro e di vita.
Gli accordi separati servono solo alle imprese. Così impongono le condizioni a loro più favorevoli senza tener conto della reale rappresentatività e rappresentanza delle organizzazioni sindacali che firmano e aderiscono alle intese separate.
Questa pratica, imposta dal Governo e dalla Confindustria a gennaio 2009 con l’accordo separato sul modello contrattuale non firmato dalla Cgil, e continuata sui Contratti nazionali dei metalmeccanici (prima Federmeccanica e poi le Associazioni cooperative), va fermata perché danneggia i diritti e le condizioni salariali e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per queste ragioni la Fiom‐Cgil ha predisposto una proposta di legge d’iniziativa popolare da far discutere al Parlamento per sancire il diritto democratico delle lavoratrici e dei lavoratori a decidere sul loro Contratto sempre, anche quando si è in presenza di diverse posizioni tra le organizzazioni sindacali.
LA PROPOSTA DI LEGGE È FONDATA SU 3 PRINCÌPI:
1) diritto delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni impresa a eleggere con un sistema
proporzionale puro una propria Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) con diritto alla
contrattazione collettiva nel luogo di lavoro;
2) definire un sistema di certificazione della reale rappresentanza delle organizzazioni sindacali in base agli iscritti e ai voti ricevuti nelle elezioni delle Rsu;
3) stabilire che gli accordi collettivi a ogni livello, aziendale, nazionale, interconfederale, sono validi solo se approvati tramite referendum dalla maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
LA TUA FIRMA PER LA DEMOCRAZIA SERVE PER CONQUISTARE:L’unità del mondo del lavoro, un vero Contratto nazionale, una vera contrattazione collettiva per aumentare i salari e superare la precarietà
Martedì, 27 aprile 2010 dalle 13.30 alle 17.00 davanti al cancello principale della System Sensor le lavoratrici e i lavoratori potranno firmare la proposta di legge della Fiom per una vera democrazia nei luoghi di lavoro e a difesa della nostra costituzione.

giovedì 22 aprile 2010

ASSEMBLEA IMPIEGATI SYSTEM SENSOR


Grazie a tutte le colleghe e i colleghi che hanno presenziato l'assemblea.
Sala gremita, facce attente, tanta carne al fuoco.
Abbiamo dovuto raddoppiare la durata dell'incontro!
Tante domande e tanti suggerimenti.
Portero' sicuramente tutto al cospetto della Direzione.
E vogliamo risposte precise, questa volta!

mercoledì 21 aprile 2010

NON CI SIAMO CAPITI...



"NON CI SIAMO CAPITI"
25 NON E' 42 E
42 NON E' 25!
I numeri contano, eccome!
E i lavoratori non sono stupidi!

martedì 20 aprile 2010

SINDACATO E GIUSTIZIA


AFFINCHE' UN SINDACATO ESISTA NON BASTA CHE FACCIA ACCORDI, DEVE FARE GIUSTIZIA

G. CREMASCHI

sabato 17 aprile 2010

OLTRE ALLA CRISI, EMERGENZA VULCANO!


MATERIA PRIMA IN RITARDO CAUSA BLOCCO AEROPORTI.
IL NOSTRO JUST IN TIME NON PREVEDE LE ERUZIONI VULCANICHE...SI FERMERA' L'AZIENDA?

lunedì 12 aprile 2010

IO STO CON EMERGENCY



I TERMINI DI FERMO SONO SCADUTI.
SI TRATTA DI SEQUESTRO.
LIBERATE SUBITO I TRE OPERATORI DI EMERGENCY!

mercoledì 7 aprile 2010

QUALCOSA SI MUOVE

...Dopo l'assemblea di oggi, mi sento di dire che...qualcosa si muove...forse abbiamo trovato un sentimento che ci unisce, una motivazione che ci anima..STAREMO A VEDERE...

venerdì 19 marzo 2010

Candidatura a Segretario Fiom di Giorgio Cremaschi, leader di Rete 28 Aprile


"Mi candido a segretario della Fiom ma spero non ce ne sia bisogno e che sia l'intera Fiom ad animare un'Area programmatica di opposizione interna. La Cgil ha bisogno di nuove regole e di una effettiva "Democrazia Sindacale". Anche ricorrendo alle primarie per l'elezione del segretario generale".

giovedì 11 marzo 2010

E' ORA DI DIRE BASTA!!!!




12 MARZO 2010
A TRIESTE
SCIOPERO LE ULTIME 4 ORE PER TURNO
PRESIDIO DALLE ORE 10 ALLE 17 DAVANTI ALLA PREFETTURA!!!

giovedì 25 febbraio 2010

L'AZIENDA RIAPRE LA PROCEDURA DI CIGO


L'azienda ha programmato un incontro con le Segreterie provinciali, gli RSU e Assindustria, il 5 Marzo, per l'avvio della procedura di Cassa Integrazione Ordinaria su 13 settimane per un massimo di 5 gg/mese.
Motivazione: calo del forecast sugli ordini a partire da Marzo 2010.
Seguira' assemblea!!!!!!

1 MARZO - SCIOPERO DEI LAVORATORI MIGRANTI

sabato 20 febbraio 2010

XIV° Congresso provinciale FIOM Trieste


Conclusasi la due giorni di lavori del Congresso provinciale FIOM di Trieste.
La prima giornata si e' svolta al circolo della Stampa, con la presenza di numerosi ospiti che hanno portato il loro apprezzato contributo: Emergency, Gilberto Vlaic dell'onlus "Non bombe ma solo caramelle", il Coordinamento degli studenti, il segretario di Legambiente. Due brevi interventi anche dei segretari UIL/FIM.
Nella giornata di ieri, alla Casa del Popolo di Borgo San Sergio, e' stato il momento dei compagni del nostro Direttivo.
15 interventi hanno posto l'attenzione, sul diritto al lavoro e alla sua dignita', il nostro "no" ai licenziamenti, la condizione della donna metalmeccanica, i lavoratori precari, la questione della Ferriera e Isiel, le delocalizzazioni, gli smantellamenti e le aree inquinate, il lavoro sul territorio.
Il tutto senza perdere di vista il prossimo congresso Nazionale della CGIL, in cui noi tutti appoggiamo la mozione "La CGIL che vogliamo" che trova fra i firmatari il Segretario Generale FIOM Gianni Rinaldini e il Segretario nazionale Giorgio Cremaschi.
Sono intervenuti al nostro Congresso, il Segretario generale della CGIL di Trieste, Adriano Sincovich, il Segretario regionale della FIOM, Gianpaolo Roccasalva e una compagna della FIOM Nazionale.
I lavori si sono conclusi con l'elezione per acclamazione del nuovo Segretario provinciale Stefano Borini che succede al grande Tony Saulle, che lascia per scadenza del mandato.
Da segnalare per la nostra azienda, l'elezione di Paola Del Rosso nel Direttivo provinciale che prende il posto di Massimiliano Bracco,che continuera' a svolgere comunque il suo ruolo di RSU e la sottoscritta, eletta nel Direttivo provinciale e regionale.

FIOM

FIOM
MANIFESTAZIONE A UDINE - 2009