Benvenuti nel sito di RSU FIOM System Sensor Trieste

System Sensor e' un'azienda metalmeccanica di Trieste che produce Smoke detectors.
Siamo circa in 370 lavoratrici/lavoratori.
Gli RSU FIOM sono 2: Erika Innendorfer - per gli impiegati - e Massimiliano Bracco - per la produzione -

giovedì 25 febbraio 2010

L'AZIENDA RIAPRE LA PROCEDURA DI CIGO


L'azienda ha programmato un incontro con le Segreterie provinciali, gli RSU e Assindustria, il 5 Marzo, per l'avvio della procedura di Cassa Integrazione Ordinaria su 13 settimane per un massimo di 5 gg/mese.
Motivazione: calo del forecast sugli ordini a partire da Marzo 2010.
Seguira' assemblea!!!!!!

1 MARZO - SCIOPERO DEI LAVORATORI MIGRANTI

sabato 20 febbraio 2010

XIV° Congresso provinciale FIOM Trieste


Conclusasi la due giorni di lavori del Congresso provinciale FIOM di Trieste.
La prima giornata si e' svolta al circolo della Stampa, con la presenza di numerosi ospiti che hanno portato il loro apprezzato contributo: Emergency, Gilberto Vlaic dell'onlus "Non bombe ma solo caramelle", il Coordinamento degli studenti, il segretario di Legambiente. Due brevi interventi anche dei segretari UIL/FIM.
Nella giornata di ieri, alla Casa del Popolo di Borgo San Sergio, e' stato il momento dei compagni del nostro Direttivo.
15 interventi hanno posto l'attenzione, sul diritto al lavoro e alla sua dignita', il nostro "no" ai licenziamenti, la condizione della donna metalmeccanica, i lavoratori precari, la questione della Ferriera e Isiel, le delocalizzazioni, gli smantellamenti e le aree inquinate, il lavoro sul territorio.
Il tutto senza perdere di vista il prossimo congresso Nazionale della CGIL, in cui noi tutti appoggiamo la mozione "La CGIL che vogliamo" che trova fra i firmatari il Segretario Generale FIOM Gianni Rinaldini e il Segretario nazionale Giorgio Cremaschi.
Sono intervenuti al nostro Congresso, il Segretario generale della CGIL di Trieste, Adriano Sincovich, il Segretario regionale della FIOM, Gianpaolo Roccasalva e una compagna della FIOM Nazionale.
I lavori si sono conclusi con l'elezione per acclamazione del nuovo Segretario provinciale Stefano Borini che succede al grande Tony Saulle, che lascia per scadenza del mandato.
Da segnalare per la nostra azienda, l'elezione di Paola Del Rosso nel Direttivo provinciale che prende il posto di Massimiliano Bracco,che continuera' a svolgere comunque il suo ruolo di RSU e la sottoscritta, eletta nel Direttivo provinciale e regionale.

mercoledì 3 febbraio 2010

il tormento dell'impiegato

L'immaturità del capo-ufficio
Eterno tormento dell'impiegato


Ogni settimana i dipendenti passano in media quasi 20 ore a interrogarsi su quello che il capo dice o pensa. Anche, e soprattutto, nel week end. Ai loro occhi, più che un tiranno, il capo-ufficio appare come un fanciullo irrequieto. I rapporti gerarchici, le implicazioni psicologiche e le vie di fuga in un'indagine statunitense. SONDAGGIO: DI CHE TIPO E' IL TUO CAPO?




di FEDERICO PACE
Venti ore a settimana. Tanto il tempo che la mente di un impiegato viene occupata dal groviglio di pensieri semplificabili dalla domanda: "Cosa pensa e cosa intende fare davvero il capo-ufficio?". Una specie di assillo. Un'inestinguibile ossessione che, più che mostrare un'abitudine eccentrica, fa emergere una delle questioni cruciali dei rapporti di lavoro: le complicazioni che derivano dai rapporti gerarchici, non sempre giustificati da oggettive disparità di competenze. Relazioni non egualitarie che, non solo ci mettono quotidianamente a confronto con ordini impartiti da eseguire, ma ci obbligano anche a cimentarci, spietatamente, con le sottili implicazioni psicologiche che questi celano e sollecitano.

Il paradosso del fine settimana. Non conta così che sia lunedì o domenica. L'occhio della mente dell'impiegato continua a "guardare" e "riguardare" le stesse azioni. In ufficio e a casa. Di giorno e di sera. In una sorta di ralenty insistito per scoprire il dettaglio elusivo che alla fine aiuti a capire qualcosa di più. Durante i giorni lavorativi, dice l'indagine, gli impiegati dedicano 13 ore del loro rimuginare ai comportamenti e alle idee del proprio capo. L'ossessione permane anche nei giorni che dovrebberro restituire una tregua gentile. Tregua che però non arriva. Anzi. Anche nei giorni festivi, i pensieri tornano al capo-ufficio per altre 6,2 ore. Una porzione di tempo quotidiano (3,1 ore) persino superiore a quella destinata nei giorni feriali (2,6 ore).

La dispersione di energia. L'indagine, realizzata dall'azienda di consulenza Lynn Taylor Consulting - forse non a caso di proprietà dell'autrice di un libro di successo in cui si indica come addomesticare il capo-ufficio - pone l'attenzione su un elemento cruciale, forse sottovalutato persino dai responsabili di ufficio. Ovvero l'elevato "consumo di energie" che le parole e le azioni di un manager possono causare nella più importante risorsa aziendale: le persone. Anche, e soprattutto ora, che le aziende non possono permettersi la minima dispersione di energie e risorse.

Emotività e produttività. Allo stesso tempo l'indagine mette in luce anche la relazione che lega l'emotività alla produttività. Una buona gestione di questa energia che circola sempre quando in azione ci sono degli esseri (ancora) umani, sottolinea l'autrice, può permettere incrementi di produttività, anche lì dove non si credono possibili, e quindi favorire la crescita dell'impresa.

L'infantilismo del capo. Spesso la ragione di questo interrogarsi, ossessivo e oltremodo controproducente, non svela una sorta di masochistico bisogno che un certo tipo di vittima nutre quasi sempre per il proprio carnefice. Piuttosto è riconducibile a quello che gli impiegati individuano di frequente come un comportamento fanciullesco del responsabile. Insomma più che guardarlo come a un tiranno, i dipendenti si rivolgono a lui come a un adolescente irrequieto. Tanto che sono gli stessi impiegati, o almeno i più consapevoli e i più propensi a cercare di salvaguardare se stessi, ad essere pronti ad arrangiarsi da soli e cercare di trovare dentro di sé gli strumenti di salvataggio.

Calma e humor. Le armi prelimiari di autodifesa, in quella sorta di silenziosa guerriglia quotidiana, a cui fanno più riferimento gli impiegati sono quelli dell'ascolto e della comunicazione. Come si fa con qualcuno che ha bisogno della nostra comprensione o che parla una lingua inacessibile. Ma queste doti, ovviamente, da sole non bastano. Occorre anche dimostrare calma anche quando crescono le pressioni. Essere un buon modello per leadership e rispetto, avere un approccio che porta a risolvere i problemi, lavorare intorno ai pregi e difetti del capo. E inoltre, usare l'humor e mostrare empatia.

In queste linee di azione di sopravvivenza riecheggiano alcune delle indicazioni che Italo Calvino si proponeva di dare agli studenti americani per il millennio in corso (leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza). Sembra proprio che per essere un buon impiegato, libero dall'ossessione dei comportamenti dal capo, non resta che essere paziente, ironico e capace. Ovvero, essere come dovrebbe essere lui.

http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/l-immaturit-del-capo-ufficio-eterno-tormento-dell-impiegato/3752006

martedì 2 febbraio 2010

PROSSIMI INCONTRI CON L'AZIENDA



- DOMANI, 03/02/2010 ALLE 14:00 RSU CON DOTT.SSA STULTUS PER CORREZIONI CEDOLINI PAGHE
- GIOVEDI', 04/02/2010 ALLE 14:00 CON AD PARIBELLI PER VERIFICA PERIODICA ANDAMENTO ORDINI, HOS, CP/S
- VENERDI' 05/02/2010 - DA CONFERMARE - PRESENTAZIONE DOTT.SSA STULTUS A SEGRETERIE PROVINCIALI FIOM - UILM -CONFSAL
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lunedì 1 febbraio 2010

RISULTATO VOTAZIONE MOZIONI CONGRESSUALI

Oggi, 01/02/2010,
a seguito della presentazione delle due mozioni congressuali e a seguito della votazione degli iscritti FIOM
la mozione " La CGIL che vogliamo" passa con 22 voti a 0.

FIOM

FIOM
MANIFESTAZIONE A UDINE - 2009