
POMIGLIANO 1 luglio (Reuters) - Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, ribadisce che i metalmeccanici della Cgil non firmeranno l'accordo sul futuro dello stabilimento di Pomigliano e invita ancora una volta la Fiat (FIA.MI: Quotazione) a riaprire il tavolo della trattativa.
"La Fiom non ha firmato questo accordo e non lo firmerà", ha detto Landini intervenendo a una gremita assemblea nazionale dei delegati della Fiom dei principali stabilimenti industriali italiani, che ha approvato all'unanimità un documento di sostegno alla posizione del segretario.
"Se si vuole andare avanti su Pomigliano la Fiat riapra la trattativa", ha continuato Landini che considera alcune clausole dell'intesa lesive dei diritti dei lavoratori sancite da leggi e Costituzione.
Alla Fiom risponde la Fim-Cisl con una nota del suo segretario Giuseppe Farina: "Una cosa è sicura, non saranno le manifestazioni pubbliche come quelle della Fiom Cgil a Pomigliano che potranno portare lavoro e prospettive ai lavoratori dello stabilimento Fiat. E' molto più importante a tal fine l'accordo fatto e l'ampio consenso da esso ricevuto nel referendum da parte dei lavoratori. La Fiat decida rapidamente l'avvio degli investimenti e confermi la produzione della Panda a Pomigliano".
L'intesa stretta tra la Fiat e tutti i sindacati ad eccezione della Fiom è stata approvata dai circa 4.800 lavoratori di Pomigliano in un referendum. La percentuale di sì, il 62,2%, è tuttavia considerata da alcuni osservatori insufficiente per assicurare la fine della conflittualità in fabbrica.
Dopo il referendun la Fiat aveva preso atto "della impossibilità di trovare condivisione" sul suo piano, dichiarandosi disponibile a lavorare "con le parti sindacali che si sono assunte responsabilità dell'accordo".
Quanto alle voci di note interpretative su alcuni punti dell'accordo Landini ha detto che "si tratta di una cosa troppo complicata per noi che siamo gente di Paese. Le cose che non si capiscono si tolgono".
Il leader della Fiom ha accusato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi di non svolgere un ruolo super partes nella vicenda e il governo di non avere un progetto per l'auto tanto da rimandare la nomina del ministro dello Sviluppo economico.
"La politica faccia il suo mestiere. Se ci sono soldi pubblici li mettano a disposizione come hanno fatto in Francia e Germania [dove] per sostenere la produzione hanno dato soldi a condizioni precise", ha detto ancora Landini.
Nel documento approvato dall'assemblea si ringraziano i lavoratori di Pomigliano per non essersi piegati al ricatto Fiat e si affronta anche la situazione di Termini Imerese, lo stabilimento siciliano destinato alla chiusura nel 2011.
"Termini Imerese deve continuare a produrre auto", dice l'assemblea dei delegati Fiom, e se la Fiat nel 2011 chiude, da oggi, "in una logica di responsabilità sociale" deve dare una mano a trovare una alternativa industriale.