La legge 183 (Collegato al lavoro) tra le tante norme contiene punti anticostituzionali e che
colpiscono le lavoratrici e i lavoratori, eccone alcuni.
Al momento dell’assunzione, e cioè nel momento di maggiore debolezza, la
lavoratrice o il lavoratore vengono sottoposti a pesanti ricatti. Infatti:
- al momento dell’assunzione è previsto che il lavoratore possa firmare un contratto di lavoro
individuale peggiorativo del contratto nazionale e, in caso di contenzioso, il giudice non può
esprimersi sui contenuti del contratto individuale.
- al momento dell’assunzione possono far firmare al lavoratore, in caso di contenzioso, la
rinuncia a ricorrere al giudice che verrà sostituito da un “arbitro” che giudicherà “secondo
equità” anche in deroga alle leggi ed ai contratti.
La sanatoria, a favore delle imprese, contro i lavoratori precari:
- i lavoratori e le lavoratrici che hanno avuto contratti di lavoro precari (contratti a termine,
collaborazioni a progetto, ecc.) hanno tempo solo fino al 23 gennaio per ricorrere e tutelare
i propri diritti nel caso in cui siano stati assunti senza rispettare leggi e contratti. Soprattutto
i contratti a termine se non ricorrono entro quella data per aver riconosciuto il rapporto di
lavoro a tempo indeterminato perdono per sempre qualsiasi diritto! Questo è possibile
perché il Collegato al lavoro equipara la fine di un contratto al licenziamento e perché
questa norma vale non solo per il futuro, ma anche per il passato in modo retroattivo.
E poi… il Governo ha presentato il suo ultimo capolavoro: “lo statuto dei lavori” che dovrebbe,
nelle intenzioni del ministro Sacconi, sostituire lo Statuto dei Lavoratori!
E’ un disegno di legge che delega il Governo a emanare entro 12 mesi dall’approvazione dello
stesso uno o più decreti legislativi per cancellare lo Statuto dei lavoratori. Invece di allargare le
tutele oggi esistenti per i lavoratori a tempo indeterminato e sopra i 15 dipendenti a tutti i
precari, il Governo decide che esse vengano affidate alla contrattazione collettiva che potrà
anche andare in deroga alle leggi. Quindi il contratto, da chiunque e comunque siglato, prevale
sulla legge!
Di fronte a questo vero e proprio scempio che viene fatto nei confronti dei
diritti e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, metteremo in atto
tutte le iniziative legali necessarie e di lotta
contro il Collegato al lavoro e la cancellazione dei diritti e delle tutele
Il Comitato Centrale della Fiom ha proclamato
2 ore di sciopero
con assemblea in tutti i luoghi di lavoro
la cui organizzazione è affidata alle Rsu e strutture territoriali
Benvenuti nel sito di RSU FIOM System Sensor Trieste
System Sensor e' un'azienda metalmeccanica di Trieste che produce Smoke detectors.
Siamo circa in 370 lavoratrici/lavoratori.
Gli RSU FIOM sono 2: Erika Innendorfer - per gli impiegati - e Massimiliano Bracco - per la produzione -
Siamo circa in 370 lavoratrici/lavoratori.
Gli RSU FIOM sono 2: Erika Innendorfer - per gli impiegati - e Massimiliano Bracco - per la produzione -
domenica 28 novembre 2010
sabato 13 novembre 2010
Caro Marchionne...non sara' cosi' facile buttare fuori la FIOM da Mirafiori e neanche dalle altre fabbriche..
All'inizio sembrava il solito sospetto tipico di «gente che odia le imprese». I fatti stavano lì, in bella fila, non c'era altro da fare che leggerli tutti insieme. Ora ci è arrivata anche la grande stampa - Repubblica, ieri - e all'improvviso diventa una certezza per tutti: la Fiat vuone estirpare la Fiom dai suoi stabilimenti. Come negli anni '50, insomma, alla faccia della post-modernità. L'idea viaggia tra le righe del «modello Pomigliano», là dove si prevede che non venga riconosciuta l'agibilità (e la possibilità di presentare propri candidati alle elezioni dei delegati) ai sindacati che non hanno firmato il contratto nazionale di categoria. A corroborare giuridicamente il progetto viene invocato l'accordo del luglio 1993 e persino lo Statuto dei lavoratori. La situazione contrattuale per i metalmeccanici è in effetti alquanto confusa, per «merito» delle imprese e della «coalizione» sindacale tra Cisl, Ul, Fismic e associazione dei «capi». Il contratto tuttora in vigore è stato firmato anche dalla Fiom e scade a dicembre 2011. A fine 2009, però, ne è stato firmato un altro con i suddetti «complici», peraltro corretto con ampie «deroghe», appena un mese fa, per venire incontro alle esigenze del Lingotto. In ogni caso, su questa base, non c'è possibilità di impedire a nessuno di presentare candidati e, se si prendono i voti necessari, di avere delegati. A questo servirebbe dunque la minacciata «newco», ossia una società che «rileva» le attività di uno stabilimento, non si iscrive alla Confindustria e Federmeccanica, e quindi non deve nemmeno rispettare i contratti esistenti, ma solo l'«accordo» fatto sottoscrivere sotto minaccia di chiusura. Anzi, dopo aver iniziato con Pomigliano, la Fiat si sta preparando a fare altrettanto con Mirafiori, ecc. I problemi non mancano, però. Quelli legali, nonostante la buona volontà del governo in uscita, sono notevoli. Quelli sindacali sono forse anche più numerosi, pure se Sergio Marchionne affetta ormai fastidio quando qualcuno gli nomina la Fiom. Basti pensare che le assemblee degli operai di Mirafiori convocate da Fim e Uilm si sono concluse con la richiesta di sottoporre a referendum qualsiasi accordo sullo stabilimento. Quasi una bestemmia, per orecchie «complici». Ieri ci sono state altre assemblee, questa volta in conto Fiom, con oltre 1.000 lavoratori («un numero alto, se si tien conto che 700 addetti alla produzione della multipla sono in cig»), e naturalmente - ha spiegato Giorgio Airaudo, segretario nazionale e responsabile del settore auto della Fiom - «ci siamo impegnati a tornare in assemblea seguendo la trattativa, che dovrà avvenire a fabbrica aperto e non chiusa per cig, e a sottoporre a referendum un eventuale accordo». Per Maurizio Landini, segretario generale dei metalmeccanici Cgil, se questa è davvero l'intenzione della Fiat, «siamo di fronte a un attacco senza precedenti al sistema democratico, di relazioni sindacali e costituzionale». L'idea sarebbe quella di «uscire dalla crisi cancellando i diritti di chi lavora, il contratto nazionale e la democrazia». Ma coglie qualcosa di forzato nel continuo gioco «al rilancio» praticato dal Lingotto. «Prima impongono ai lavoratori di votare un accordo sotto minaccia di chiusura; poi lo disattendono chiedendo la cassa integrazione in deroga (senza garanzie di continuità aziendale né investimenti, ndr), poi vogliono la deroga al contratto nazionale, infine pensano a una newco anche per Mirafiori...». Vien da pensare che la Fiat stia cercando di nascondere difficoltà tutte sue, perché «altri produttori di auto hanno proposto nuovi modelli e mantenuto i livelli di vendita a scapito della quota Fiat, che solo ora dice di non aver lanciato nuovi modelli per una scelta di strategia». Anche sulla newco Landini è cautamente scettico. «Dopo il caso Alitalia ci sono state sentenze europee di cui bisogna tener conto». In realtà, «con lo spin off del settore auto, la Fiat rischia di diventare solo Chrysler; e allora chissà quanti stabilimenti rimarranno in Italia». La cosa più strana? «Il governo e la politica dovrebbero seguire con attenzione questa involuzione. E invece niente...».
mercoledì 10 novembre 2010
mercoledì 3 novembre 2010
Fiom: il sindacato che non sottoscrive gli accordi ne firma altri 3
Altri tre accordi per rinnovo del contratto aziendale raggiunti in ottobre:
Il primo in RCF Spa, azienda di Reggio Emilia che produce sistemi ad alta tecnologia per l’audio professionale e che occupa oltre 250 dipendenti. L'accordo, oltre a confermare un percorso di stabilizzazione per le maestranze con contratti di lavoro atipici, un adeguamento del Premio di risultato pari a 6.000 euro in quattro anni, il consolidamento di 35 euro mensili, il miglioramento della convenzione mensa (solo per citare alcuni esempi), prevede il riconoscimento del CCNL (Federmeccanica) del 2008 fino alla sua naturale scadenza e di conseguenza l’aumento salariale di 40 euro come elemento perequativo sui minimi tabellari a riconoscimento del differenziale tra il CCNL separato firmato da Federmeccanica, Fim, Uilm e la piattaforma per il rinnovo della parte economica proposta nella piattaforma Fiom.
Il secondo alla SNAP-ON EQUIPMENT Srl di Correggio, azienda produttrice di attrezzature per gommisti, che occupa 230 dipendenti. L’accordo prevede un Premio di risultato di oltre 6.500 euro in quattro anni, un elemento perequativo di 40 euro mensili e il riconoscimento del CCNL (Piccola e media industria) del 2008 fino alla sua naturale scadenza.
Il terzo alla GIULIANO Spa, sempre produttrice di attrezzature per gommisti, che occupa oltre 100 dipendenti. L’accordo prevede l’aumento a regime di 50 euro del Premio di Produzione aziendale su 14 mensilità, una Una Tantum per il 2010 di 80 euro e per il 2011 di 280 euro, un elemento perequativo di 40 euro mensili e il riconoscimento del CCNL (Piccola e media industria) del 2008 fino alla sua naturale scadenza.
“la propaganda ci dipinge come un sindacato incapace di fare accordi e chiuso in una miope politica di continui “no”. La realtà dimostra invece che le imprese riconoscono il ruolo di rappresentanza della Fiom e le sue ragioni di merito. Aggiungo che, se le intese vengono concluse, questo significa che esiste anche una concreta capacità da parte nostra di raggiungere punti di equilibrio sostenibili e di mettere in campo modelli e soluzioni, che incrociano evidentemente anche i bisogni delle aziende. Accordi, vorrei sottolineare, che smentiscono le intese separate e la linea scellerata impostata dalla Federmeccanica e che purtroppo non è priva di sponde nel fronte sindacale” così Valerio Bondi Segretario della Fiom reggiana. “Da ultimo una semplice domanda: non credono le associazioni datoriali che sia giunto il momento di fare i conti con la questione delle intese separate e di tentare di costruire un tavolo provinciale o regionale che tolga le castagne dal fuoco di ogni singola azienda? Mi limito ad osservare che continuo ad aspettare risposte che non arrivano”.
Fiom-Cgil Reggio Emilia
Il primo in RCF Spa, azienda di Reggio Emilia che produce sistemi ad alta tecnologia per l’audio professionale e che occupa oltre 250 dipendenti. L'accordo, oltre a confermare un percorso di stabilizzazione per le maestranze con contratti di lavoro atipici, un adeguamento del Premio di risultato pari a 6.000 euro in quattro anni, il consolidamento di 35 euro mensili, il miglioramento della convenzione mensa (solo per citare alcuni esempi), prevede il riconoscimento del CCNL (Federmeccanica) del 2008 fino alla sua naturale scadenza e di conseguenza l’aumento salariale di 40 euro come elemento perequativo sui minimi tabellari a riconoscimento del differenziale tra il CCNL separato firmato da Federmeccanica, Fim, Uilm e la piattaforma per il rinnovo della parte economica proposta nella piattaforma Fiom.
Il secondo alla SNAP-ON EQUIPMENT Srl di Correggio, azienda produttrice di attrezzature per gommisti, che occupa 230 dipendenti. L’accordo prevede un Premio di risultato di oltre 6.500 euro in quattro anni, un elemento perequativo di 40 euro mensili e il riconoscimento del CCNL (Piccola e media industria) del 2008 fino alla sua naturale scadenza.
Il terzo alla GIULIANO Spa, sempre produttrice di attrezzature per gommisti, che occupa oltre 100 dipendenti. L’accordo prevede l’aumento a regime di 50 euro del Premio di Produzione aziendale su 14 mensilità, una Una Tantum per il 2010 di 80 euro e per il 2011 di 280 euro, un elemento perequativo di 40 euro mensili e il riconoscimento del CCNL (Piccola e media industria) del 2008 fino alla sua naturale scadenza.
“la propaganda ci dipinge come un sindacato incapace di fare accordi e chiuso in una miope politica di continui “no”. La realtà dimostra invece che le imprese riconoscono il ruolo di rappresentanza della Fiom e le sue ragioni di merito. Aggiungo che, se le intese vengono concluse, questo significa che esiste anche una concreta capacità da parte nostra di raggiungere punti di equilibrio sostenibili e di mettere in campo modelli e soluzioni, che incrociano evidentemente anche i bisogni delle aziende. Accordi, vorrei sottolineare, che smentiscono le intese separate e la linea scellerata impostata dalla Federmeccanica e che purtroppo non è priva di sponde nel fronte sindacale” così Valerio Bondi Segretario della Fiom reggiana. “Da ultimo una semplice domanda: non credono le associazioni datoriali che sia giunto il momento di fare i conti con la questione delle intese separate e di tentare di costruire un tavolo provinciale o regionale che tolga le castagne dal fuoco di ogni singola azienda? Mi limito ad osservare che continuo ad aspettare risposte che non arrivano”.
Fiom-Cgil Reggio Emilia
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MANIFESTAZIONE A UDINE - 2009