Benvenuti nel sito di RSU FIOM System Sensor Trieste

System Sensor e' un'azienda metalmeccanica di Trieste che produce Smoke detectors.
Siamo circa in 370 lavoratrici/lavoratori.
Gli RSU FIOM sono 2: Erika Innendorfer - per gli impiegati - e Massimiliano Bracco - per la produzione -

venerdì 28 ottobre 2011

REFERENDUM FIOM ALLA SYSTEM SENSOR DI TRIESTE - LA DEMOCRAZIA RESISTE E SI FA SENTIRE! -



OTTIMO RISULTATO DELLA CONSULTAZIONE FRA I LAVORATORI PER L'APPROVAZIONE DELLA PIATTAFORMA CONTRATTUALE DEI METALMECCANICI PROPOSTA DALLA FIOM ALLA SYSTEM SENSOR DI TRIESTE.
HANNO VOTATO 124 LAVORATORI.
RISULTATO:
121 SI'
3 NO
LE RSU RINGRAZIANO LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI CHE HANNO APPOGGIATO CON ENTUSIASMO IL REFERENDUM DIMOSTRANDO CHE LA DEMOCRAZIA RESISTE E SI FA SENTIRE!
QUESTO NON E' CHE UN PICCOLO PASSO IN DIREZIONE DEL NUOVO CONTRATTO CHE PROPONIAMO.
CI BATTEREMO STRENUAMENTE PER I NOSTRI IDEALI:
IL LAVORO E' UN BENE COMUNE.
DIRITTI E DEMOCRAZIA SONO BENI NON NEGOZIABILI!
NO AI LICENZIAMENTI
NO ALL'ABOLIZIONE DELL'ART. 18
SALARI DIGNITOSI E ORARI ADEGUATI PER UTTTE/I

GRAZIE INOLTRE A TUTTO IL COMITATO DEGLI ISCRITTI CHE HA FATTO UN OTTIMO LAVORO DI INFORMAZIONE IN AZIENDA

lunedì 24 ottobre 2011

VOTA LA PIATTAFORMA FIOM PER LA DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO!

La Fiom fa la piattaforma per il rinnovo
del Contratto e, guarda caso le
imprese…
…proprio adesso, ricordano ai lavoratori e alle lavoratrici che c’è l’accordo
separato firmato da Fim e Uilm nel 2009 in distribuzione!
E’ una bella pretesa definire quell’accordo il “Contratto dei metalmeccanici”;
infatti nessuno ha chiesto loro se condividevano quel testo oppure No. Quindi
non è il contratto delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici.
In quel testo si peggiorano le condizioni dei metalmeccanici, perché si
prevede che il Contratto possa essere derogato a livello aziendale, perché si
abbassa il salario e quindi nei fatti hanno cancellato il Contratto nazionale!
Ci va un bel coraggio a sostenere che quello separato è il contratto di tutti,
visto che anche le sentenze della magistratura hanno stabilito che il CCNL del
2008 è tuttora in vigore!
Per questo, la piattaforma per il rinnovo del Contratto, che in questi giorni la
Fiom sta illustrando e facendo votare con referendum, ha anche il compito
di far scattare l’ultrattività del Contratto nazionale del 2008, che rimane in
vigore fino a quando si arriverà ad un contratto unitario sottoscritto da tutti.
La nostra piattaforma vuole un contratto senza deroghe e vuole stabilire
regole certe con Fim e Uilm e anche con la Controparte per garantire il voto
referendario vincolante delle lavoratrici e dei lavoratori sulle piattaforme e
sugli accordi.
Lavoratrici e lavoratori, partecipate alle assemblee
portando il vostro contributo e votate nel referendum la
piattaforma della Fiom per il rinnovo del Contratto!
Facciamo valere la democrazia
nei luoghi di lavoro per impedire che le
imprese scelgano con chi fare accordi,
imponendo in questo modo il
peggioramento delle condizioni
di vita e di lavoro
www.fiom.cgil.it

lunedì 17 ottobre 2011

- HO VISTO - 15 OTTOBRE ROMA - di P. Brovedani


Ero a Roma il 15 ottobre.
Ho visto la sinistra in piazza, decine di migliaia di persone, tantissimi giovani come mai negli ultimi anni. Indignati, operai, disoccupati, studenti, donne, migranti, antagonisti, pacifisti, femministe, sindacalisti, valsusini, referendari, incazzati, cani sciolti, disabili in carrozzella, precari, lavoratori organizzati, lavoratori licenziati, giovani di centri sociali, anarchici, comunisti. Tutti a volto scoperto al sole a gridare la loro rabbia con striscioni, cartelli, bandiere.
Ho visto qualche centinaio di incappucciati neri, travisati anche ai nostri occhi – agli occhi dei compagni -, muti, niente slogan, niente striscioni, niente bandiere.
Ho visto le donne e gli uomini di Valsusa (le bandiere bianche e rosse al vento) fermarsi, girarsi e urlare al plotone di neri incappucciati di andare via. “ Non vi vogliamo, non ci rappresentate!”. Sono stati spintonati. Ho fotografato.
Ho visto un nero incappucciato venire verso di me. “No foto!” “?!” “Per la privacy” . Dice proprio così, burocraticamente, “privacy”, in un corteo di trecentomila persone. Mi viene istintivo: “Sei così imbecille da pensare che le mie foto amatoriali vi possano identificare? Avrete almeno una decina di infiltrati tra di voi!” Sono stato incosciente (ma perché dovrei aver paura in un corteo di compagni?). Il nero è interdetto, si gira e se ne va gridandomi qualcosa. Decine di persone ai lati continuano a fotografare.
Ho visto un fumo dietro a noi, in via Cavour. Hanno bruciato un negozio di alimenti per animali. Vedo il corteo andare avanti, cercando di aggirare l’incendio. Bruciare un negozio di alimenti per cani, non avendo la Goldman Sachs a portata di mano, è stupido. Farlo sapendo di mettere a repentaglio la sicurezza di migliaia di persone impreparate è criminale. Farlo sapendo che ci sarà quasi sicuramente la reazione della polizia nel ventre molle del corteo è cinicamente irresponsabile.
Ho visto qualcuno gridare dall’alto di una balaustra ai neri incappucciati: “Andate via!” I neri si fermano e con le mani tese, le dita a pistola, lo minacciano. Dietro a me lo striscione dei Cobas ondeggia. Le compagne e i compagni urlano “Via! Fuori! Andatevene! Non vi vogliamo!” I neri incappucciati si girano. Vedo occhi sorpresi, quasi smarriti, da dietro le maschere i cappucci e i caschi. Muti, non uno slogan, basiti, si stringono l’un l’altro. I compagni alzano il pugno e iniziano a cantare Bella ciao. I neri sono attoniti, vengono sospinti dallo striscione che avanza con i pugni tesi e le bandiere rosse.
Ho visto un fumo davanti a me, verso S. Giovanni. Andiamo avanti lo stesso.
Ho visto improvvisamente sbucare da una laterale una pantera ed una camionetta, poi cellulari blindati a tutta velocità. E’ un miracolo che qualcuno non finisca sotto. Fuggi fuggi generale – siamo il ventre molle del corteo, appunto. I neri incappucciati sono svaniti. Torno indietro, so che a S. Giovanni non si arriva e cerco di avvisare chi vi si dirige ancora ignaro.
Ho visto la frustrazione, l’impotenza e la rabbia di chi voleva ancora manifestare. Tre incappucciati con la maschera vengo presi a insulti e sputi. Qualcuna gli strappa la sciarpa “Fatti vedere vigliacco!” Appare un viso di ragazzo, il viso paonazzo, spaventato, muto. Un compagno anziano lo protegge, ma gli altri continuano a gridargli “fascista!” Sono i giovani i più incazzati. E’ quasi una caccia all’uomo, via le maschere, via i caschi.
Ho visto finalmente lo spezzone della FIOM, era in fondo al corteo. Servizio d’ordine come ai vecchi tempi, con cordoni laterali, l’asta delle bandiere serrate in mano. Avviso che non si passa. Sì lo sappiamo. Si devia attraverso il parco, verso piazza Vittorio Emanuele. Da un palco improvvisato sul camioncino Landini chiude il corteo. Grazie compagni. La mobilitazione prosegue. Marchionne non si ferma mica per qualche auto bruciata Ancora manifestazione a Roma il 20 ottobre, venerdì prossimo. Ma questo corteo, dice, è stata rovinato da mille coglioni.
Ma chi sono questi neri incappucciati? Afasici come militari. Senza slogan. Senza bandiere. Senza volto. Tutti vestiti di nero.
Non credo siano dei nostri.

Bandiera nera la vogliamo no
Perché l’è il simbolo della galera,
bandiera nera la vogliamo no.
Bandiera rossa la vogliamo sì
Perché l’è il simbolo della riscossa
Bandiera rossa la vogliamo sì

Pierpaolo Brovedani, CGIL, Trieste

FIOM

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MANIFESTAZIONE A UDINE - 2009