
Lunedì 12 dicembre 8 ore di sciopero generale
delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici
Per cambiare la manovra del Governo, contro la scelta della Fiat di
cancellare il contratto nazionale.
La manovra economica annunciata dal Governo è ingiusta, socialmente insopportabile, fa
cassa su chi ha sempre pagato, aumenta i divari fra i ricchi da una parte e lavoratrici,
lavoratori, giovani e pensionati dall’altra producendo un impoverimento di massa e
sempre maggiore incertezza nella vita delle persone.
Fra i provvedimenti più odiosi:
• Pensioni. Non saranno più adeguate alla crescita dell’inflazione le pensioni sopra i
900 euro lordi; passaggio immediato al sistema contributivo pro-rata per tutti con
abbattimento secco dell’importo per chi è in prossimità della pensione; uscita dal
lavoro per le donne dai 62 ai 70 anni, per gli uomini dai 66, nel 2018 uguale per
tutti; pensione di anzianità con 42 anni di contributi e riduzione dei rendimenti.
• Ici/Imu. La tassa sulla prima casa viene reintrodotta per tutti e cambia nome
perché servirà per pagare il debito e non andrà più ai comuni per i servizi.
• Iva. Sale di 2 punti, aumentando così il costo dei beni di consumo.
• Solo briciole sui lussi ma non c’è nulla che assomigli a una patrimoniale o a una
tassazione delle rendite finanziarie.
Questa manovra rende sempre più precarie le condizioni e il reddito da lavoro e
non produce quella necessaria discontinuità con le scelte del Governo Berlusconi di
cancellare diritti e Stato sociale.
Non è così che si fa equità, non è così che si progetta un diverso modello
sostenibile per la vita e per l’ambiente!
È necessario:
• Rimettere in discussione provvedimenti che allargano l’ingiustizia sociale.
• Cancellare l’articolo 8 della finanziaria del Governo precedente che annulla
contratti nazionali e leggi attraverso le deroghe, compreso l’articolo 18 dello Statuto
dei lavoratori sui licenziamenti discriminatori.
• Difendere il lavoro e l’occupazione e mettere in campo una nuova politica
industriale di qualità, anche attraverso l’intervento pubblico.
• Respingere le scelte della Fiat di uscita dal Contratto nazionale, resa oggi
ancora più grave dalla decisione, presa insieme ai sindacati firmatari degli accordi
separati, di estendere l’accordo di Pomigliano a tutti gli 80.000 lavoratori del
Gruppo, senza alcun mandato e mettendo in discussione le libertà sindacali in
questo Paese.
• Difendere la Costituzione, le libertà sindacali e la democrazia, il diritto di sciopero,